22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:00:49

Cronaca

“Ilva, non torniamo indietro”

“E’ necessario saper andare oltre le crisi: è in gioco il nostro futuro”


“Dopo il racconto della crisi nelle sue molteplici angolazioni (economiche, sociali, ambientali), venne quello della lunga fase dell’elaborazione del pensiero, prima, e della proposta, poi. E’ stato un periodo intenso al quale si è appassionato l’intero Paese (e non solo), impressionato dalle notizie che provenivano dal nostro territorio, ‘abbruttito’ dai danni provocati da un sistema industriale che si disvelava, sempre più, nei suoi eccessi”.

E’ quanto scrive, in un lungo intervento, Giancarlo Turi, segretario generale della Uil Taranto. Arrivarono, poi, invocate a gran voce, le prime misure che dovevano ‘porre rimedio ai guasti’. Gli Esecutivi di turno non si sono risparmiati, legiferando a ritmi sempre più intensi e con idee diverse, plasticamente modificate, per rimediare a ciò che verificavano come inefficace. L’ultimo atto (cfr. D.L.n.1/2015) ha, addirittura, stravolto i canoni e la cultura industriale del Paese, giungendo non solo all’’esproprio’ dell’azienda, ma anche al ‘sequestro’ dei beni della proprietà, per risanare la fabbrica e l’ambiente circostante. In sostanza, la traduzione di quel principio sacrosanto del “chi inquina paga”. La storia di questi anni non costituirà solo un “patrimonio letterario”, ma sarà tale da modificare la storia e, conseguentemente, la cultura industriale del nostro Paese. Un aspetto, questo, del quale poter sì andar particolarmente fieri…ma solo nel caso in cui se ne comprenderà, sino in fondo, la reale portata. Ed è questo il punto sul quale, ora, occorrerà lavorare”. Continua Turi: “E’ arrivato, dunque, il momento della responsabilità; quello nel quale i soggetti, che, a vario titolo, occupano ruoli e funzioni istituzionali, dovranno, per l’appunto, agire responsabilmente. Gli sforzi, tesi a far ripartire il processo di sostenibilità della fabbrica nella sua più ampia accezione, sono in corso di svolgimento da diversi mesi; faticosamente, arrivano anche le risorse per realizzarli. Poi, un nuovo dramma si abbatte e si materializza nell’ennesimo incidente sul lavoro. La scomparsa di una vita umana impone il silenzio, il rispetto, la vicinanza ai parenti.

Poi, ricomincia la storia. Gli Organi inquirenti faranno, come sempre hanno fatto, il loro lavoro; individueranno colpe e responsabilità; ma esprimiamo, sin d’ora, l’auspicio che questa indefettibile operazione non comprometta quei percorsi di “futuro” dei quali, ad oggi, il territorio (ma anche l’intero Paese) non può fare a meno. Ma, ora, ritroviamo la forza e la concentrazione per riprendere la strada difficile che ci attende già dalle prossime ore, rifuggendo dalla tentazione di rimettere in discussione tutto quanto sino ad ora fatto e con la consapevolezza che, nel giro di pochi mesi, il quadro politico è profondamente mutato (…). Il quadro economico del territorio versa in stato di fortissima precarietà: basta guardarsi intorno. La fragile economia che ha generato il Porto negli ultimi quindici anni si è letteralmente dissolta: TCT chiude i battenti e mette in angoscia 540 lavoratori e le relative famiglie. I dipendenti di Teleperformance sono “obbligati” a raggiungere un accordo entro il mese di giugno per scongiurare un altro abbandono. Le partecipate della Provincia (Isolaverde) sono legate all’esile filo di improbabili finanziamenti (da reperire non si sa bene dove). Gli ‘artisti’ del Paisiello forse salvano il posto di lavoro, ma difficilmente l’Istituto. Lo avevamo, abbondantemente, annunciato: un territorio che vive una “transizione” troppo lunga, legata unicamente al ricorso agli ammortizzatori sociali, può facilmente sprofondare nel baratro di una ripresa che tarda ad arrivare, non solo per noi, ma per l’intero Paese.

Ed ora, invece, sappiamo (e ne siamo, fermamente, convinti) che è indispensabile tracciare linee direttive e, conseguentemente, porre in essere soluzioni legittime per la salvaguardia del nostro Territorio e per il rilancio del nostro sistema manifatturiero”.

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