25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Isolaverde, sindacati in trincea. Rabbia dopo le dichiarazioni di Tamburrano

“A pagare non possono essere i lavoratori”. Al vaglio forme di protesta e nuove mobilitazioni


I rappresentanti sindacali, che hanno deciso di non partecipare alla conferenza stampa del Presidente della Provincia sulla vertenza Isolaverde, criticano aspramente le istituzioni locali.

Il segretario del pubblico impiego della Uil, Franco Brunetti, si domanda cosa faccia il Presidente della Provincia con gli 11 milioni di euro di tasse che incassa ogni anno.
“Vergogna! Questa città è morta. E la sua classe dirigente non riesce a risolvere le numerose vertenze che l’attanagliano. Dal porto ad Auchan, dall’Ipercoop ad Isolaverde, senza dimenticare l’Ilva, che merita un discorso a parte”.

Salvatore Stasi, Cobas, denuncia “l’incapacità politica dell’amministrazione provinciale e la sua oggettiva impreparazione tecnica, dal momento che non è stata capace neppure di farsi sbloccare dalla Regione Puglia i 950 mila euro rinvenienti da precedenti progetti per la gestione del ciclo dei rifiuti”.

I sindacati chiedono che abbia termine l’esperienza amministrativa della Provincia, siamo in fase di pre dissesto, ha dichiarato ieri Tamburranto. Per i rappresentanti sindacali ci si dovrebbe orientare verso il commissariamento dell’ente.

Paola Fresi della Cgil dichara che per quanto riguarda Isolaverde i lavoratori da collocare in esubero dovranno essere selezionati “secondo quanto previsto dalla legge e non in base alla collocazione in settori che vengono definiti indispensabili”.

Il sindacato autonomo della Confill etichetta la gestione dell’ente Provincia come fallimentare. Dura la critica che rivolge a Tamburrano: “Dopo aver preso in giro per oltre otto mesi le maestranze di Isolaverde, ma anche i lavoratori del Paisiello e i dipendenti della Provincia, annuncia l’epilogo che tutti si aspettavano, addossando la colpa agli altri”.
Intanto Cgil, Cisl, Uil e Cobas diffidano il consiglio d’amministrazione della società in house, perché non avrebbe fatto rispettare il contratto di solidarietà. Non tutti i dipendenti avrebbero operato al 50%; secondo i rappresentanti sindacali, nonostante il verbale del 29 maggio scorso, l’amministrazione non si sarebbe preoccupata di effettuare la contrattazione prevista riguardo al rientro in servizio del personale.

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