Cronaca

Estorsione, i tre arrestati restano dentro

Il terzetto fermato dalla polizia ha respinto le accuse . “Ma quale tangente, quell’uomo ha un debito con me” ha riferito Cosimo Di Bari al giudice


Rimangono in cella i tre arrestati per tentata estorsione ai danni di un commerciante.

Hanno respinto le accuse, nel corso dell’interrogatorio tenutosi dinanzi al gip, il trentaquattrenne Francesco Mancino  e i cinquantatreenni Cosimo Di Bari e Amedeo Ribaud, difesi rispettivamente dagli avvocati Luigi Danucci, Giuseppe Risola e Gaetano Melucci. “Ma quale estorsione. Quell’uomo ha un debito con me”  ha riferito al giudice, Cosimo Di Bari il quale, però, secondo l’accusa, si sarebbe presentato nell’ufficio del titolare dell’ esercizio commerciale e dopo aver schiaffeggiato e fatto cadere per terra il malcapitato gli ha chiesto di consegnare i soldi.

La vittima che in quella aggressione ha riportato diverse contusioni ha sporto denuncia alla polizia e gli investigatori  della  Squadra Mobile hanno subito stretto il cerchio attorno ai tre presunti estortori.

Mancino, Di Bari e Ribaud hanno incontrato una seconda volta il commerciante e gli hanno chiesto i soldi. La vittima ha voluto prendere tempo ma il terzetto gli ha portato via la macchina.

Dopo che Mancino, Ribaud e Di Bari si sono allontanati a bordo dell’auto del commerciante sono entrati in azione gli agenti in borghese della questura che erano impegnati in un servizio di appostamento. I  tre sono stati inseguiti, bloccati e arrestati.

Rispondono di tentata estorsione e di rapina.

Ieri mattina l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip e la conferma dei provvedimenti restrittivi per il taglieggamento ai danni del titolare di un esercizio commerciale.

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