29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

Ecco come muore il Borgo. Le foto

La tragedia di via Pupino e l’abbandono del “cuore” della città che rischia davvero di diventare solo simbolo di degrado


Borgo, il salotto buono. Il posto dove tutti i tarantini dovrebbero sentirsi di casa. Dove passeggiare, portare i figli, e gli amici che vengono da fuori, per mostrar loro quanto sia bello il posto dove siamo nati, e dove viviamo.

Non è così.

La tragedia di via Pupino, accaduta proprio nel cuore della città, dove vivevano in condizioni non facili famiglie di immigrati che sbarcavano il lunario con dignità e onesta, fa riflettere su come stia lentamente – neanche tanto, in realtà – morendo il cuore di Taranto. Dove è normale, ormai, sentire urlare le più becere delle bestemmie, che offendono anche chi cattolico non è, perchè degradanti per tutte le donne. Tutti sentono, nessuno fa niente. Anzi, c’è chi ride, chi riprende con il telefonino e mette sui social network lo sbandato che qui diventa un ‘personaggio’.

Succede questo, al Borgo. Succede pure che un clochard dorma appoggiato ad un muro, in mezzo alla gente che passa, indifferente. Poi, quando si sveglia, grida un po’, in una lingua che non conosciamo. Ce lo troveremo anche lui su Facebook.

E camminando, è difficile spiegare alla coppia di amici che viene da Modena cosa ci faccia un materasso – sì, un materasso – in via Nitti, appoggiato ad un albero. E perchè di quei paletti in via Giovinazzi uno è ‘sbilenco’ da tempo, mai riparato, ed un altro, rotto, è ormai un portarifiuti? Perchè c’è chi imbratta muri e cartelli con lo spray?

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