26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

Chiede permessi per assentarsi dal lavoro all’Ilva e va a rapinare banche

Nei guai due tarantini ed un foggiano per tre colpi in banca nel Materano


Ci sono anche due tarantini fra i tre arrestati dalla Polizia di Stato per una serie di rapine in banca nel giro di un mese in provincia di Matera. Si cerca un quartto complice. 

Il Questore di Matera Stanislao Schimera, nella conferenza stampa tenuta insieme al Capo della Squadra Mobile, Vice Questore Aggiunto Nicola Fucarino e al dirigente del Commissariato di Pisticci, Commissario Capo Gianni Albano, ha sottolineato il risultato pieno ottenuto dai “suoi uomini”.

La prima rapina in ordine di tempo è quella compiuta il 28 aprile scorso alla Banca Popolare di Bari di via La Martella a Matera. In quella occasione due uomini con il volto coperto da passamontagna e armati di taglierino portarono via quasi 25 mila euro, dopo una colluttazione con un dipendente della banca, rimasto ferito.

Grazie soprattutto alle immagini del sistema di videosorveglianza interna alla banca e alla collaborazione del Commissariato di P.S. di Cerignola, è stato in brevissimo tempo individuato uno dei due rapinatori: Valerio Brenvaldi, classe 1992 da Cerignola (FG). 

Le altre due rapine sono state portate a termine da due malviventi del tarantino: D’Antona Piervito, classe 1979 da Carosino e Venneri Andrea, classe 1994 da San Giorgio Jonico. A scoprirli sono stati gli investigatori del Commissariato di P.S. di Pisticci e della Squadra Mobile che nella circostanza hanno operato insieme. La prima rapina risale al primo pomeriggio del 4 maggio e fu perpetrata ai danni della Banca Apulia di Marconia da due rapinatori, che agirono a volto scoperto, pericolosamente armati di due pistole. In quella occasione riuscirono a portare via solo 156 euro e qualche assegno.

Più difficile invece l’attribuzione agli stessi rapinatori della rapina perpetrata all’Ufficio Postale di via Liguria a Matera il successivo 28 giugno, anche questa volta a volto scoperto ma con un taglierino, che fruttò ai malviventi 3 mila euro.  

Un particolare emerso dalle indagini: D’Antona è operaio elettricista dell’Ilva di Taranto e per le due rapine aveva ottenuto regolarmente il permesso per assentarsi dal lavoro.

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