Cronaca

Crollo in via Pupino, il Sindaco offre aiuto

Appello del Primo cittadino ai proprietari di appartamenti da affittare. Il consigliere Renna: “La mancanza di controlli aumenta il rischio incidenti”


In via Pupino, al civico 84, si respira un’atmosfera surreale. Il portone dello stabile dove ha trovato la morte lo sfortunato Ratnahsiri Yogamage è murato e l’intero palazzo è sottoposto a sequestro penale. In ospedale ci sono sei persone, rimaste ferite in seguito al crollo e una di loro lotta tra la vita e la morte.

E si può facilmente immaginare che tipo di disagio stiano attraversando, in queste ore, le famiglie che abitavano in quell’edificio e nei palazzi adiacenti.

Hanno dovuto lasciare tutto, appartamenti e quel che contenevano e stanno pian piano abbandonando anche la speranza di poter rientrare al più presto nelle loro case.
Intanto la zona è presidiata, giorno e notte, dalla polizia e dai carabinieri, in alternanza, con lo scopo di evitare episodi di sciacallaggio o per impedire che qualcuno possa rientrare nel proprio appartamento, anche solo per recuperare qualche oggetto. C’è ancora il pericolo di ulteriori crolli e si dovrà lavorare parecchio prima di restituire l’agibilità al palazzo.

Intanto la città non fa mancare il proprio sostegno alle famiglie colpite da questa terribile tragedia. “Queste persone – come sottolinea il sindaco Ippazio Stefàno – hanno trovato accoglienza e ospitalità, presso i parenti, nell’immediatezza del fatto e si trovano ora in stato di emergenza abitativa”.

Il sindaco si rivolge direttamente ai proprietari di alloggi, perché possano concederli in locazione, alle famiglie che sono rimaste senza casa, attraverso il Comune, che al momento non dispone di propri alloggi da offrire.

I proprietari che aderiranno all’appello riceveranno dall’Ente, attraverso la Direzione Servizi Sociali, la somma relativa ad un anno di affitto in un’unica soluzione, considerando un contributo sociale alloggiativo pari a 300 euro mensili. In questo modo il primo cittadino si impegna a dare una mano a cinque famiglie, una quindicina di persone in tutto, così come, del resto aveva promesso, già martedì mattina, nelle ore immediatamente successive all’esplosione. Nella nota inviata ieri alla stampa si legge che “il sindaco confida nel più ampio accoglimento di questo appello, affinchè si possano trovare tempestive e concrete soluzioni per queste situazioni abitative di urgente emergenza sociale”.

Intanto Aldo Renna, consigliere comunale dei “Conservatori e riformisti” pone l’attenzione sull’attività di prevenzione che qualsiasi comune dovrebbe attuare per allontanare il rischio di simili tragedie. “Sono tre anni che a Taranto non si controllano le caldaie all’interno delle case private. Infrataras, che era la partecipata del Comune di Taranto – si legge in una nota – non ha più il mandato dei controlli, affidati oggi ad Isolaverde, società in liquidazione”.

Renna conclude sottolineando la necessità di tenere sempre alta l’attenzione. “La mancanza di controlli aumenta il rischio di incidenti, anche se quello che è successo in via Pupino nulla ha a che fare con il controllo caldaie”. 

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