20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Lotta all’abusivismo, “E’ necessario fare di più”

Intervista al presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande. “Settore in sofferenza, servono regole certe ed uguali per tutti”

Leonardo Giangrande
Leonardo Giangrande

Il commercio locale soffre, come soffre in qualsiasi altra parte della nostra penisola.

La crisi si è portata via parecchie certezze e le “stagioni” che un tempo servivano a recuperare gli scarsi guadagni di periodi dell’anno meno fortunati, non esistono più. Il commercio “vive di stenti” 365 giorni l’anno, persino quello dei beni di prima necessità, e da noi il problema è esasperato dalla presenza di situazioni critiche in diversi altri ambiti.

Sono numerose le vertenze, da Teleperformance a Tct, passando per Isolaverde, e senza mai dimenticare la situazione dell’Ilva, che mettono a dura prova il terriorio jonico.
In questo quadro si inserisce il grido d’allarme di Confcommercio, Casartigiani e Claai in merito alla problematica inerente la disciplina e la localizzazione delle postazione non autorizzate che vendono e somministrano alcool e cibo, nella nostra città.

Questa mattina abbiamo sentito Leonardo Giangrande, Presidente di Confcommercio di Taranto, che ha espresso tutta la propria amarezza per la situazione difficile che i commercianti, nello specifico ristoratori ed esercenti di bar, stanno attraversando.

Quali sono le criticità maggiori?
A Taranto non c’è pianificazione amministrativa e la carenza di regole, che ne è figlia, danneggia enormemente un settore già fortemente penalizzato.

Quali iniziative avete attuato in favore di gestori di bar e ristoratori?
Avevamo scritto all’Assessore alle Attività Produttive, Jonathan Scasciamacchia, nel settembre del 2014 per chiedergli di intervenire sulla questione relativa alla presenza sempre maggiore di venditori di cibo e bevande non autorizzati, soprattutto in Corso Vittorio Emanuele e sul Lungomare.

Nel maggio 2015, con una delibera di Giunta, l’amministrazione comunale aveva individuato tredici siti da destinare all’esercizio del commercio su area pubblica.

La decisione aveva provocato sconcerto tra i commercianti, e Confcommercio aveva chiesto all’Assessore di valutare attentamente le conseguenze di quella delibera ed intervenire per modificarla.

Lo scorso giugno, per tutta risposta, è arrivata una nuova delibera, per così dire peggiorativa rispetto alla precedente. Le postazioni da destinare all’esercizio del commercio su area pubblica sono diventate venti.

In seguito come avete pensato di procedere?
A questo punto abbiamo scritto al Prefetto, perché intervenisse personalmente sulla questione. Apprezziamo molto il sostegno che abbiamo ricevuto da lui, come anche dal Comandante della Polizia Municipale, Michele Matichecchia. Il nodo tuttavia resta irrisolto.

Come si fa a far ripartire un territorio schiacciato dai problemi più diversi?
Se si deve riqualificare il territorio, lo si deve fare partendo dalla selezione accurata delle imprese che vi si insediano. C’è bisogno di esperti del settore, professionisti che sappiano attrarre la clientela, strutture che possano abbellire le nostre vie cittadine. Le imprese possono essere tutelate solo in un contesto competitivo fatto di regole. Senza una corretta regolamentazione delle attività non può esserci crescita per nessuno.
 

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