Cronaca

Guardia Costiera, una storia che dura da 150 anni

Al Corpo della Capitaneria di Porto fin da subito furono affidate anche la disciplina della navigazione e la tutela dei naviganti


Il Corpo delle Capitanerie di Porto è l’espressione di quelle Magistrature speciali marittime alle quali, fin da epoche remote, era affidata la disciplina della navigazione, la tutela dei naviganti, l’amministrazione e la cura dei porti.

L’origine delle moderne Capitanerie si può individuare nel XI secolo.

Passato l’anno Mille con i suoi incubi e le sue tristezze, rifioriscono nuove speranze e nuovi ideali, per cui non tarda a ridestarsi nella nostra gente la passione del navigare. All’avanguardia di questo rigoglio di vita sono, naturalmente, le città marinare, le cui navi si spingono verso lidi sempre più lontani, mentre in Patria si creano nuove leggi del mare e si istituiscono i magistrati che debbono applicarle. Il diritto del mare, a poco a poco, si adegua alle conquiste del veicolo “nave”, uno dei principali strumenti di ricchezza, di potenza e di vittoria. Sotto nomi diversi sorgono così, nelle Repubbliche marinare, speciali Magistrature che presto si affermano e si consolidano.

Gli ordinamenti marittimi delle nostre Repubbliche marinare, adeguandosi ai tempi, furono così acquisiti dagli antichi Stati Italiani. Consoli e Vice Consoli, eredi delle più antiche tradizioni delle Repubbliche marinare, erano funzionari civili e si dovevano occupare, oltre che dei servizi periferici della marina mercantile, della sanità marittima. Capitani e Ufficiali di Porto erano, invece, militari; appartenevano al Corpo di Stato Maggiore dei Porti, con ordinamento e gerarchia eguali a quelli dello Stato Maggiore della Regia Marina ed avevano il comando e la direzione dei servizi tecnici e della polizia dei porti.

Fu con il Regio Decreto 20 luglio 1865, numero 2438, che i saggi amministratori del Regno, avvertita l’esigenza di un’unità direttiva per la disciplina di tutte le attività marittime e portuali, realizzarono la fusione dei due Organi ai quali era stata affidata fino ad allora detta disciplina, e cioè il Corpo di Stato Maggiore dei Porti ed i Consoli di Marina: corpo militare il primo, con attribuzioni di carattere essenzialmente tecnico limitate all’ambito portuale; corpo civile il secondo, con attribuzioni principalmente amministrative.
Il giovane Corpo, che assommava funzioni di ordine tecnico e militare e funzioni amministrative proprie dei Consoli di Marina si trovò, così, investito di una varietà di attribuzioni vaste e complesse, connesse tra loro dall’oggetto che le originava: il fatto tecnico della navigazione nel suo duplice aspetto di navigazione mercantile e navigazione militare. Il personale si componeva (art. 2 della legge) di Capitani di Porto di 1a, 2a e 3a classe, Ufficiali di Porto di 1a, 2a e 3a classe e Applicati di Porto.

I Capitani di Porto erano a capo dei Compartimenti Marittimi, gli Ufficiali di Porto a capo dei Circondari, mentre gli Applicati di Porto costituivano il grado iniziale della carriera. Mentre si andava sempre più inquadrando la complessa e multiforme attività del Corpo delle Capitanerie, chiamato a regolare e disciplinare ogni attività nel campo marittimo, venivano nello stesso tempo affidate al Corpo attribuzioni di indubbio carattere militare quali, ad esempio, la formazione del contingente di leva marittima, l’arruolamento dei giovani idonei a prestare servizio militare nella Marina ed il loro avviamento alle armi.

Il sempre crescente intervento dello Stato in tutte le manifestazioni della vita economica nazionale e l’evoluzione notevole della navigazione, sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico, determinarono, come logica conseguenza, un continuo ampliamento delle funzioni ed un maggiore impegno del Corpo. Questo ampliamento di funzioni non poteva non incidere sulla stessa organizzazione del Corpo; di qui la necessità di costituire un organo direttivo per coordinare le varie attività ed i servizi affidati alle Capitanerie di Porto. Venne così costituito l’Ispettorato Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, con compiti di vigilanza e di controllo su tutti i Comandi ed uffici periferici.

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