Cronaca

La musica per il sociale

Ieri il concerto di Beppe D’Onghia. C’era anche il commissario Corbelli


E’ stato il ritorno del figliol prodigo, e molto di più: il musicista Beppe D’Onghia, nato in Piazza Ebalia a Taranto, è tornato nella sua città per “regalarle” una serata di grande musica e di profonda partecipazione sociale e, perché no, di alta politica, nell’accezione più nobile del termine.

Ieri sera al Molo Sant’Eligio c’è stato “EMO VO”, un innovativo progetto musicale di Beppe D’Onghia, un concerto nel quale, su una musica contemporanea di matrice jazz e pop, estremamente coinvolgente sul piano emozionale, si sono “intravisti” i semi delle antiche Laude medievali “affidati” a un coro giovanile.

In questo applauditissimo concerto, sul palco c’è stato Beppe D’Onghia al pianoforte insieme a Lele Veronesi e Mirko Scarcia, rispettivamente alla batteria e al contrabbasso, e a un Coro diretto da Franco Biglino che ha riunito, insieme a dieci ragazzi della sua Ensemble Vocale piemontese “Intonando”, cinquanta ragazzi del coro del Liceo Musicale “Archita”, del Maestro Antonella Carola, integrato da elementi della Scuola di canto tarantina “Euphonia” e del Coro del Liceo “Moscati” di Grottaglie.

Un concerto di grande musica che è stata organizzato, grazie al sostegno di sponsor privati, da Molo Sant’Eligio e Cobega Pr & Comunicazione, con il patrocinio del Sindaco di Taranto, del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, riqualificazione e ambientalizzazione di Taranto, e del Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale di Taranto, all’iniziativa ha aderito il Segretariato Generale del MIBACT.

La prima annotazione è strettamente musicale: Beppe D’Onghia, eclettico e versatile musicista, è riuscito a mettere insieme “olio e acqua musicali”, ovvero è stato capace di fondere in un godibilissimo unicum due generi musicali, il pop-jazz e i canti “medievali”, assolutamente lontani tra loro.

Dal palco del Molo Sant’Eligio ieri, seppure in musica, è stato così lanciato a tutto il territorio un profondo messaggio di grande valenza: se si è capaci di essere uniti superando le differenze, allora si riesce a costruire qualcosa di veramente potente, capace di vincere qualsiasi avversità!

E poi i giovani: anche loro si sono uniti, voci piemontesi e tre cori del territorio jonico, realizzando un organico corale che ha incantato per intonazione e “colore musicale”, ma soprattutto per la “freschezza” e la gioia che hanno saputo trasmettere a tutto il pubblico.

Un concerto che ha saputo “parlare” ai giovani di Taranto con il linguaggio universale della musica, trasmettendo valori positivi e la voglia di riappropriarsi di questo loro territorio rigenerandolo, diventando protagonisti del suo cambiamento.

Vera Corbelli, Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, riqualificazione e ambientalizzazione di Taranto, dopo aver ringraziato il viceprefetto Stefania Fornaro del suo staff che si è impegnata personalmente per la riuscita dell’evento, ha annunciato che questo è solo la prima di una serie di iniziative che intende promuovere per instaurare con il territorio un positivo dialogo improntato alla partecipazione e alla condivisione, in particolare con i giovani organizzando momenti artistici e culturali di grande spessore, come il concerto di ieri, e con tutti i cittadini con momenti come il convegno che si terrà oggi pomeriggio nella sede universitaria in via Duomo.

Nell’afosa serata di ieri, alla fine del concerto erano in tantissimi al Molo Sant’Eligio ad applaudire in una standing ovation Beppe D’Onghia con i musicisti e i ragazzi del coro, e in molti c’era la consapevolezza di aver assistito non solo a una splendida performance musicale, ma all’inizio di un nuovo percorso partecipativo in grado di coinvolgere positivamente tutto il territorio: un seme è stato gettato!

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