26 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2020 alle 06:19:08

Cronaca

“Il PalaRicciardi non chiude”

Polizia Municipale e volontari garantiscono il massimo impegno per assicurare a tutti gli ospiti una permanenza dignitosa


L’emergenza è esplosa nel maggio del 2014. Improvvisamente la città si è dovuta dotare delle risorse necessarie per poter garantire l’accoglienza a centinaia di persone.

Uomini, donne e bambini, nelle mani di scafisti senza scrupoli, che raggiungevano le coste italiane dopo viaggi disastrosi, a bordo di imbarcazioni di fortuna, intere famiglie in fuga da paesi dove anche andare a fare la spesa al mercato è un rischio per la vita. Taranto è riuscita a far fronte all’emergenza, grazie all’impegno dei volontari, soprattutto, e delle istituzioni.

In poco più di un anno gli arrivi sono stati tanti ed ogni volta, seppure con grande sforzo, si è riusciti a trovare una sistemazione, chiaramente temporanea, per ciascuna delle persone sbarcate al molo S. Cataldo.

La struttura che accoglie i migranti, al momento del loro arrivo in città, è il “Palaricciardi”, in zona Salinella. Individuato dalla Prefettura, in accordo con il Sindaco, per le sue caratteristiche è risultato il sito più adatto per questo genere di emergenza.

Dovrebbe ospitare i profughi per periodi brevissimi, 72 ore al massimo, poi per loro si dovrebbe poter trovare una sistemazione diversa.

Ci sono altre associazioni sul territorio che offrono accoglienza, per periodi piuttosto lunghi di permanenza, le stesse che si sono aggiudicate, attraverso un bando di gara della Prefettura, questi servizi. Per fare qualche nome, la “Noi e voi” di Don Franco Mitidieri, la “Lisippo” gestita dalla Caritas e la “Corpus Domini”, presso il Seminario di Paolo VI.
Il “Palaricciardi”, al momento, ospita circa trenta persone, ma può garantire una dignitosa accoglienza ad 80/110 immigrati. Il Comune di Taranto ha affidato la struttura alla Polizia Municipale, che la gestisce attraverso i volontari. Alle persone che non trovano, al momento dello sbarco, collocazione in altri luoghi, vengono assicurati i pasti, il vestiario, la possibilità di utilizzare la doccia, e delle brandine per affrontare la notte. All’interno del palazzetto c’è anche un’area “ricreazione”, e una parte degli spazi esterni, chiaramente all’ombra, è accessibile ai migranti.

È l’associazione “Due Mari” che si occupa, a titolo gratuito, dei servizi all’interno della struttura; alcuni dei volontari conoscono l’inglese e qualche volta riescono anche a sopperire alla mancanza di mediatori culturali. Il responsabile del sito è Pietro Secci, c’è poi un referente per il magazzino, una persona che si occupa dei servizi di infermeria, l’addetto al censimento e all’acccoglienza e un responsabile del servizio notturno. Esiste un registro per annotare le uscite e le entrate e chiunque voglia avere accesso al Palaricciardi deve naturalmente chiedere apposita autorizzazione alla Polizia Municipale. L’associazione “Volontari 2 Mari” è l’unica iscritta all’albo regionale, come associazione facente attività di protezione civile, senza scopo di lucro.

Anche se la struttura non è stata scelta per ospitare i profughi a lungo termine, capita spesso che alcuni vi sostino più delle 72 ore previste. Questo non avviene per volontà di chi gestisce la struttura, a volte si tratta di famiglie che hanno un congiunto in ospedale e attendono che sia dimesso per poter poi ripartire alla volta di altre destinazioni. La stessa cosa accade quando i posti letto presso le associazioni che si occupano di accoglienza sono esauriti, e si deve aspettare che se ne liberino di nuovi. In questo caso i migranti sono costretti a restare al “Palaricciardi” più del tempo previsto.

“Facciamo tutti gli sforzi possibili per poter assicurare ai migranti una permanenza dignitosa – assicurano dalla polizia Municipale – stiamo acquistando i ventilatori per far fronte al gran caldo di questi giorni e doteremo la struttura di pareti divisorie per garantire la privacy al maggior numero possibile degli ospiti. L’impegno c’è, ci auguriamo di poter fare sempre meglio, soprattutto nell’interesse di queste persone che hanno bisogno del nostro aiuto”.
 

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