24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Pm ed Ilva, nuovo scontro sull’Altoforno 2

Altro provvedimento di sequestro della Procura. Domani vertice a Lecce


Il custode giudiziario dell’Ilva di Taranto, Barbara Valenzano, ha intimato all’azienda lo spegnimento immediato dell’Altoforno 2, in attuazione del decreto di sequestro preventivo senza facoltà d’uso emesso dalla stessa Procura dopo l’incidente mortale avvenuto a giugno, quando un operaio 35enne. Alessandro Morricella, rimasto gravemente ustionato da una fiammata, perse la vita. Dieci gli indagati per omicidio colposo, tra i quali il direttore dello stabilimento.

Dopo quell’evento la Procura aveva detto no anche a un rinvio di dieci giorni chiesto dall’Ilva e lunedì, quindi, avrebbe avuto termine il cronoprogramma disposto dall’azienda e comunicato al custode giudiziario dell’impianto.

Se non fosse intervenuto il decreto legge del Governo a bloccare gli effetti del sequestro, l’Altoforno 2 sarebbe stato fermato. Il custode ha anche chiesto all’Ilva di essere informata entro il 24 luglio sull’attuazione del cronoprogramma sullo spegnimento. Dal canto loro gli avvocati dell’Ilva hanno chiesto chiarimenti.

La notizia, arrivata ieri sera, si inserisce in quella che è ormai una guerra aperta tra i pm e l’azienda che ha manifestato l’intenzione di continuare a usare Afo/2, in ragione del decreto. E domani vertice a Lecce, nella sede della Procura generale.

Il provvedimento dei pm suona come una ‘risposta’ al ministro dello Sviluppo, Federica Guidi.

“Se venisse spento anche uno solo dei due altoforni in attività a Taranto, non solo sarebbe antieconomico tenere aperto l’impianto ma anche organizzativamente non si riuscirebbe più ad alimentare il flusso della produzione” aveva detto Guidi in un’intervista al Corriere della Sera.

“Alla magistratura chiediamo di fare il proprio lavoro avendo chiaro l’impatto delle decisioni che prende. E nel caso Fincantieri avrei preferito che si fossero tenuti presenti i danni che si potevano procurare con la sola chiusura del cantiere, solo a causa dell’ interpretazione di una normativa europea non perfettamente recepita nel nostro ordinamento”. “Finora – continua il ministro – non è stato notificato alcun provvedimento che metta in discussione l’operatività degli altoforni. Sono dunque ottimista e ricordo che è in corso un’ operazione di risanamento ambientale che ha richiesto ingenti finanziamenti e la chiusura temporanea di due altoforni”. “Spegnere altri altoforni vorrebbe dire rinunciare a uno dei siti siderurgici più efficienti d’Europa e togliere lavoro a 14-15 mila persone nel Sud d’Italia. Non c’ è nessun motivo, visto che il risanamento è in corso, così come c’ è il massimo impegno per impedire incidenti sul lavoro, perchè anche un solo ferito è troppo”.

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