Cronaca

Caso Ilva, vertice fiume tra magistrati

Confronto serrato tra Procura generale e pm di Taranto sulla vicenda dell'Afo/2


Caso Ilva, nuovo capitolo.

Vertice fiume a Lecce tra la Procura generale ed i magistrati tarantini, alla luce delle ultime mosse della Procura di Taranto che continua a chiedere lo stop dell’Altoforno 2 nonostante il decreto del governo Renzi che salvaguarda l’attività dell’Afo/2.

Un muro contro muro, sul quale ora vuole vederci chiaro la Procura generale competente, quella di Lecce appunto, non solo alla luce dell’eccezione di costituzionalità sollevata dal gip Rosati. Questo mentre il governo ha posto la fiducia alla Camera sul dl fallimenti, domani alle 11 la votazione, il voto finale sul decreto è stato già fissato per venerdì alle 13. Il provvedimento contiene misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. Introdotto anche il cosiddetto ‘salvaIlva’, originariamente contenuto in un decreto (sempre all’attenzione della Camera) che a questo punto pare destinato a decadere.

Sul caso interviente, con una lettera aperta al governo, la Uilm. “La scrivente Organizzazione alla luce degli ultimi avvenimenti in merito alla vertenza ILVA rivolge accorato appello attraverso questa lettera aperta affinché si faccia piena luce e chiarezza su quanto da anni si abbatte e tristemente continua ad abbattersi sulla testa di lavoratori e cittadini tarantini.

Appare evidente, da quanto nostro malgrado si evince, che otto dispositivi di legge non sono bastati ad assicurare un percorso, seppur faticoso, di ritorno alla normalità di una città e di una fabbrica, così come definita “strategica e di interesse nazionale”; un percorso di ritorno al diritto, cui lavoratori e cittadini da anni auspicano. Questa città, nonostante quanto avvenuto, non ha mai smesso di credere nelle Istituzioni e nel delicatissimo ruolo svolto da ognuno, da chi legifera a chi garantisce l’applicazione e il rispetto della legge.

Lavoratori e cittadini riconoscono un solo Stato a tutela dei bisogni e delle necessità di ognuno, ma appare paradossale, nel vortice di annosi problemi correlati alla nostra città, dall’emergenza ambiente a quella del lavoro, continuare ad assistere a fattive dispute tra poteri dello Stato, che null’altro producono che disorientare e sfiduciare la popolazione. Pensare ed immaginare, dopo la mole di Decreti apprezzati qui a Taranto, alle conferenze, ai proclami finanche agli avvicendamenti di potere, all’ennesimo provvedimento di legge, significherebbe assistere oltre al fallimento interpretativo di quanto la popolazione chiede con voce da anni, al fallimento delle istituzioni a tutti i livelli. Il malessere diffuso tra i lavoratori è tale, che in mancanza di una manifesta determinazione dell’Esecutivo che si è assunto, attraverso la legge, l’inviolabile onere di tracciare la via d’uscita da questo pericoloso impasse, ci adopereremo inevitabilmente a manifestare presso le sedi in indirizzo con ognuno e per i diritti di ciascheduno”.

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