18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Cronaca

I nodi del lavoro. “Noi dimenticati da tutti”

Il caso dei lavoratori di Manduriambiente: in diciotto temono per il loro futuro. “Ma la nostra vertenza non viene considerata”


“Dalla lettura dei quotidiani locali si apprende che ci sarebbe bisogno di “una nuova legge regionale sui rifiuti che regoli il settore”, addirittura il Presidente della Provincia di Taranto si fa promotore di una convocazione degli stati generali per scrivere una legge regionale. Peccato che gli attori politici locali ignorano che una legge regionale esiste (il cosiddetto “piano regionale dei rifiuti” emanato dalla precedente Giunta Vendola…. Non quindi secoli fa!!!) , che stabilisce che per il territorio provinciale di Taranto i siti individuati per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono Massafra (CISA Spa) e Manduria (Manduriambiente Spa) per quanto riguarda tutti i Comuni dell’area jonico salentina”. E’ quanti si legge in una nota di Uiltrasporti.

“Si parla anche di autorizzazioni vigenti “tutte rilasciate dalla magistratura amministrativa” dimenticando (o fingendo di dimenticare) che l’impianto della Manduriambiente è tra i pochi sull’intero territorio regionale ad aver ricevuto autorizzazioni (Via e Aia) in via ordinaria anche dalla stessa Provincia di Taranto” si legge ancora nella nota. “Quindi, ci si lamenta di una intera Provincia in crisi dal punto di vista dei rifiuti e si è al contrario in presenza di un impianto regolarmente autorizzato, ma che (non si capisce per quale cavillo burocratico) continua ad essere chiuso da quasi due anni e 18 famiglie sono oramai in seria crisi economica, oltre a tutto l’indotto che l’attività della Manduriambiente comunque creava. A chi giova continuare su questa strada? La Uiltrasporti di Taranto, che rappresenta tutti i lavoratori della Manduriambiente che sono stati licenziati, in persona del Segretario Provinciale, Bruno Bani, non smetterà mai di denunciare questo assurdo stato delle cose”.

“18 lavoratori – conclude Bani – dopo aver avuto accesso agli ammortizzatori sociali previsti, sono a casa e nessuno può far finta di niente”.

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