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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 00:12:00

Cronaca

Cosima e Sabrina, é il giorno del giudizio. I giudici in camera di consiglio da venerdì

Gli undici giudici d’appello non riescono a trovare un accordo. Attesa infinita


Difficile trovare un accordo tra gli undici giudizi riuniti in camera di consiglio da venerdì.

E la sentenza d’appello per il caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, attesa per stamattina, non arriva. Questione di ore. Poche. O forse no. E il giallo infinito di Avetrana potrebbe riservare ancora colpi di scena.

L’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana strangolata e gettata in un pozzo di contrada Mosca il 26 agosto 2010, fa ancora discutere. L'area attorno all’edificio a vetri di Paolo VI, sede della sezione distaccata della Corte di appello, è presidiata con discrezione dalle forze dell’ordine da venerdì scorso, quando a metà mattinata la Corte di assise d’appello si è ritirata in camera di consiglio. Dalla parte opposta della città, in una cella del carcere che condividono dal maggio del 2011, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, zia e nipote della vittima, sperano che i giudici d’appello ribaltino la sentenza di primo grado (20 aprile 2013) con la quale sono state condannate all’ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

In questo secondo processo, Cosima, che in primo grado si era avvalsa della facoltà di non rispondere, ha reso dichiarazioni spontanee per più di un’ora, difendendo anche la figlia. "Sono passati 2015 anni – disse il 27 febbraio scorso rivolta alla Corte – e Gesù venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate…Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti". Un mese e mezzo fa, il 12 giugno, nella stessa aula Sabrina riuscì solo a dire "Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata" per poi scoppiare a piangere senza riprendere più la parola. Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina, già condannato ad otto anni per soppressione di cadavere, attende il verdetto nella stessa villetta di famiglia ad Avetrana, in via Deledda, dove secondo l'accusa sarebbe stata uccisa Sarah.

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