Cronaca

Michele Mazzarano: le sfide di Taranto

Il capogruppo regionale del Pd cita Berlinguer e rilancia l’impegno per il capoluogo e la terra jonica: “Adesso si apre una fase nuova”


BARI – Un piccolo evento si è consumato a sinistra, quando il capogruppo del Pd Michele Mazzarano nel suo intervento ha citato Berlinguer. Loizzo, tanto per fare un esempio, nel suo discorso di insediamento alla Presidenza del Consiglio, non era riuscito ad andare oltre le citazioni di don Bosco, Papa Francesco e Moro.

Mazzarano ha puntato molto sulle Riforme e sulla strategia complessiva per il rilancio della regione, e molto spazio ha dedicato a Taranto.

“Quando diciamo che vogliamo aprire una stagione di riforme  – ha dichiarato – e fare della VII la Commissione più importante che riforma lo Statuto, che rivede i Regolamenti, che apra a nuovi canali di trasparenza, stiamo dicendo che c’è bisogno fondamentalmente di capire che non siamo al punto zero, ma che c’è una gravità tale del rapporto di rappresentanza con i cittadini che noi dobbiamo affrontare radicalmente, ritornando a far diventare la Regione Puglia luogo di innovazione vera. Siamo in una fase completamente nuova e penso che faccia bene Michele Emiliano, senza disconoscere il valore degli anni precedenti, ad aprire una stagione completamente nuova, ma per correre e per avviare cambiamenti radicali, c’è bisogno, nel modo più tempestivo possibile, di avere gli strumenti per poterlo fare.

Oggi un nuovo umanesimo si fonda sull’idea che ci sono più diritti. Il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto ad un ambiente salubre è una grande battaglia culturale, ma è anche un grande braccio di ferro che va fatto con le persone più forti e più autorevoli. Sono sfide grandi che non possono essere solo di Taranto e delle Amministrazioni locali di quel territorio, ma devono essere regionali e nazionali, e questa Regione è rilegittimata sul punto di Taranto anche rispetto al passato. Ha bisogno di svolgere una funzione maggiore di regia rispetto al contratto istituzionale di sviluppo, una capacità di orientamento e una capacità di sollecitazione, non il fatalismo.

La Puglia può essere un laboratorio e può continuare ad essere un laboratorio per il Mezzogiorno. Io penso che una Regione importante come la Puglia possa svolgere un ruolo fondamentale in questo e possa aiutare il Governo nazionale a far crescere i livelli di attenzione verso il Mezzogiorno.

Vogliamo aprire varchi, e lo vogliamo fare con la forza e la ricchezza del Partito Democratico, del suo carico di rappresentatività, un Gruppo consiliare di questa capacità rappresentativa, di competenze, di sensibilità e di capacità di contribuire all’azione della maggioranza.

Sulla sanità noi abbiamo bisogno di invertire il messaggio che arriva dalla legge sugli Enti locali del Governo nazionale. Quella è una legge che, se colpisce i servizi e non colpisce le diseconomie e il superfluo, rischia di mettere ancora di più in discussione i livelli essenziali di assistenza, che sono al minimo nella nostra regione. Ma per fare questo c’è bisogno di valorizzare quello che in realtà abbiamo a disposizione, risorse economiche ingenti per la nuova edilizia sanitaria, seguire con grande attenzione i cronoprogrammi della costruzione del nuovo ospedale di Taranto e di Monopoli. Un grande italiano molti anni fa disse: ‘Noi siamo convinti che il mondo, anche questo intricato e complicato mondo di oggi, può essere compreso, interpretato e trasformato, messo al servizio dell’uomo e del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Lei ha parlato della politica e della felicità nel suo discorso introduttivo. Queste sono le parole di Enrico Berlinguer ad un congresso di giovani comunisti del 1977’”.
 

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