28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 20:59:00

Cronaca

Emiliano convoca il Sud in Puglia

Venerdi 7 la direzione nazionale del Pd. Il governatore ringrazia Renzi e rilancia: portiamo il dibattito anche nelle sedi istituzionali a cominciare dalla Fiera del Levante


BARI – La questione meridionale torna protagonista nel dibattito politico nazionale. Così, probabilmente anche alla luce dell’ultimo rapporto Svimez e della impietosa fotografia di un Sud che negli ultimi dieci hanni ha fatto peggio persino della Grecia, il Presidente Matteo Renzi ha convocato per venerdi 7 agosto una direzione nazionale del Pd con all’ordine del giorno proprio il Mezzogiorno.

Per il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’iniziativa di convocare la direzione nazionale del Pd per avviare un piano per il Sud è assolutamente condivisibile, per questo ha ringraziato tutti i deputati e i senatori che l’hanno richiesta. Per Emiliano il punto di partenza della riflessione deve essere il documento programmatico sul Mezzogiorno sottoscritto nel febbraio 2014 dai principali dirigenti del Partito Democratico del Sud e inviato al segretario nazionale Pd poco prima del suo insediamento come presidente del Consiglio.

“Occorre ricominciare da tale documento – spiega Emiliano – chiedendo al presidente del Consiglio di avviare il 7 agosto un nuovo corso, che non può certo essere contenuto solo nella discussione di quella Direzione. Dobbiamo proseguire il dibattito in sede istituzionale anche fuori dal Pd. Una prima, importante occasione, è l’inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, il prossimo 12 settembre, che prevede il tradizionale discorso del Premier sull’economia italiana. Vorrei invitare tutti i presidenti delle regioni italiane e i sindaci delle città metropolitane a partecipare – ha concluso Emiliano – per ridare centralità al Sud, perché senza uscire dalla questione meridionale sarà impossibile superare il declino economico dell’Italia”.

Di seguito una sintesi del documento “IL PD DEL SUD PER L’ITALIA: contributo al Governo Renzi” consegnato al premier nel febbraio 2014 e sottoscritto dai rappresentanti del Partito Democratico dell’Abruzzo, della Basilicata, del Molise, della Puglia, della Campania, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna.

“Il popolo del sud resiste, lavora e ama l’Italia, nonostante le ingiustizie subite e le responsabilità che assume davanti alla Storia.

Per questa ragione il Partito Democratico, anche al sud, crede nel riscatto del nostro Paese attraverso l’impegno e il sacrificio di coloro che fanno il proprio dovere nel rispetto della Costituzione e delle Leggi (…).

Il Paese invece non può fare a meno dei cittadini del sud ed in particolare di coloro che militano nel PD. Nessuno può pensare di fare per noi senza di noi. Vogliamo perciò ribadire al Presidente del Consiglio gli impegni che intendiamo assicurare al nuovo governo.

Innanzitutto parteciperemo con i nostri parlamentari a discutere e varare in Parlamento le riforme istituzionali e di altra natura che fanno parte del programma che il PD approverà secondo le regole dello Statuto.

In Europa, con i nostri Parlamentari, ribadiremo la nostra adesione all’Europa dei Popoli contro quella delle tecnocrazie e dei grandi interessi finanziari. Ci adopereremo affinché alle genti del sud sia assicurato il diritto di fondare la propria vita sul lavoro di impresa o dipendente e sull’apprendimento e la formazione permanenti, senza pretendere privilegi o remunerazioni che violino l’eguaglianza o mortifichino il merito.

Ci impegniamo a far sì che ciò avvenga attraverso la formazione, la scuola e le università pubbliche che devono assicurare pari opportunità in ogni parte del territorio nazionale, evitando la disgregazione delle nostre comunità causa di nuovi fenomeni migratori per mancanza di lavoro. Faremo quanto in nostro potere per far sì che il sud contribuisca sempre di più alla formazione della ricchezza nazionale preservando la bellezza, la cultura, le lingue e i dialetti, la natura, la salute, la biodiversità.
Intendiamo tutelare in ogni sede, anche europea, le produzioni e le aziende agricole italiane che non devono essere pregiudicate dalla lontananza dai mercati e dalla insicurezza dei nostri territori.

Allo stesso modo intendiamo favorire, anche attraverso i Comuni e le Regioni, investimenti italiani e stranieri nel nostro territorio senza pregiudizio per l’ambiente e la salute, anche al fine di aumentare il nostro contributo tributario alla Nazione. Assumiamo quale priorità nazionale la parità di accesso al credito su tutto il territorio e identiche condizioni assicurative, di prezzi e di salari.

Affermeremo ovunque il diritto di tutti a viaggiare e a far viaggiare merci su treni, aerei, vie d’acqua, strade ed autostrade agli stessi prezzi per chilometro e nelle stesse condizioni di manutenzione e sicurezza in tutto il territorio nazionale; pretendiamo tendenziale parità di valori per gli investimenti infrastrutturali in tutto il territorio nazionale secondo una valutazione di priorità effettuata dal Parlamento. Chiediamo che il sistema delle accise sui carburanti tenga conto dello stato dell’economia delle singole zone del Paese dove devono essere applicate.

Ci impegniamo ad usufruire nei termini previsti delle politiche europee di coesione e dei relativi fondi strutturali al solo fine di colmare i ritardi delle zone sottoutilizzate e a impedire in ogni sede alle regole del patto di stabilità di bloccare, ostacolare o anche solo rallentare gli investimenti strategici. Vogliamo approvare nuove leggi che negli enti locali e nelle Regioni considerate virtuose consentano l’utilizzo degli avanzi di amministrazione che oggi sono bloccati da assurde applicazioni in sede nazionale delle regole europee di stabilità, consentendo nuovamente gli Enti locali del sud di utilizzare giovani laureati di qualità che apportino innovazione ed efficienza.

Siamo convinti che nelle Regioni ad obiettivo coesione siano possibili deroghe concesse dalla UE che consentano il ripristino del credito di imposta per gli investimenti produttivi che producano significativi incrementi occupazionali e incentivi fiscali al fine di attrarre nuovi investimenti. Desideriamo anche rilanciare il progetto di una banca del sud che supporti in modo speciale le iniziative economiche e infrastrutturali del Mezzogiorno (…).

Vogliamo che eguaglianza e merito, pari opportunità e solidarietà nazionale, siano nuovamente la misura del nostro vivere quotidiano e del nostro amore per l’Italia unita (…)».

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