25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Braccianti trattati come schiavi. Blitz dei carabinieri: due denunce

Trentacinque africani, che lavoravano nella raccolta dei pomodori, alloggiavano in un rudere. Molti di loro non ricevevano la paga da più di una settimana


Braccianti trattati come schiavi: erano mal pagati e il loro alloggio era in un rudere. I carabinieri della Compagnia di Massafra durante mirati controlli eseguiti in collaborazione con i loro colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e con gli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Taranto hanno denunciato in stato di libertà   il titolare di un’azienda agricola ed un cittadino extracomunitario che faceva il caporale.

L’attività ispettiva ha riguardato un’impresa agricola con sede a Massafra, che opera nel settore della coltivazione dei pomodori, nella quale erano stati impiegati numerosi  extracomunitari provenienti da varie regioni italiane. I carabinieri hanno accertato la presenza di 35 africani alloggiati in un rudere  privo di servizi sanitari, acqua e corrente elettrica o accampati all’esterno della struttura fatiscente, su materassi sudici o sotto rudimentali coperture sintetiche, in condizioni igienico-sanitarie pessime. Quasi tutti in possesso di regolari documenti di soggiorno per motivi umanitari, sono stati identificati e sentiti allo scopo di accertare la loro posizione contributiva e la regolarità delle assunzioni: molti di loro sono risultati regolarmente assunti dall’azienda, con compensi giornalieri cosiddetti “a cottimo”, altri otto privi di  foglio di assunzione ma, comunque, impiegati nella raccolta dei pomodori. Alcuni braccianti  occupavano il rudere da oltre 20 giorni, mentre il proprietario del terreno, provvedeva giornalmente ai rifornimenti di acqua spesso attingendola da un pozzo artesiano.

Un loro connazionale, ricopriva il  ruolo di caporale. Organizzava la loro attività lavorativa, gli spostamenti da e per i luoghi di lavoro.

Molti degli extracomunitari non ricevevano la paga da oltre una settimana, pur avendo svolto regolarmente i turni giornalieri di raccolta. Al titolare dell’azienda sono state elevate multe per quasi 53mila euro.L’imprenditore e l’extracomunitario sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per  intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

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