22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Taranto, la città delle truffe

Un automobilista racconta: io vittima del “raggiro dello specchietto”


Alzi la mano chi non ha mai subito una truffa. Esistono quelle a domicilio, come le pizze, ma decisamente di altro sapore, frequenti anche quelle che corrono sul web, magari travestite da eleganti pubblicità o promettenti concorsi a premi, e non meno gravi sono le truffe che si “insinuano” nelle nostre case attraverso la linea telefonica.

C’è poi una categoria particolare di imbrogli che colpisce gli automobilisti, giovani e meno giovani, uomini e donne, indiscriminatamente.

Veri e propri maghi della menzogna e del raggiro che riescono a rifilare “pacchi”, come si direbbe a Roma, anche al più corazzato degli automobilisti.

Fanno leva sull’emotività, giocano molto con la psicologia delle persone e riescono a raggiungere il loro scopo criminale. Del resto Totò e Nino Taranto riuscivano a vendere la fontana di Trevi ad un americano, certo un po’ sprovveduto, e a spacciarsi per marito e moglie, pur di non pagare l’affitto all’ignaro proprietario di casa. Ma mentre nella finzione, i due attori ci hanno regalato meravigliose risate, nella realtà la cosiddetta fregatura lascia tanto amaro in bocca e qualche volta provoca danni irreparabili.
I truffatori in auto sono molto attivi anche nella nostra città. Lo sa bene uno dei lettori di Taranto Buonasera che ci ha raccontato i particolari della truffa on the road di cui è stato vittima, per ben due volte.

Antonio M. viaggia tranquillo a bordo della sua utilitaria e percorre via Mediterraneo, per raggiungere la zona Tramon-tone. Ad un certo punto, mentre tenta di sorpassare la vettura che ha davanti, che procede evidentemente troppo lentamente, sente un rumore sulla carrozzeria, l’altro automobilista gli fa segno di fermarsi e lì comincia la commedia. L’uomo sostiene di essere stato urtato e mostra anche gli effetti della presunta collisione, pretende un risarcimento ma non è disposto a chiamare le forze dell’ordine, nè a riempire il modulo per la constatazione amichevole dell’incidente. Convince il suo interlocutore che è meglio tenere fuori la Polizia municipale e, con la scusa dei punti sulla patente che si perderebbero, cerca un accordo con l’automobilista che lo ha sorpassato e si fa consegnare 300 euro in contanti per la riparazione del danno. Antonio torna a casa con l’auto danneggiata (forse da un punteruolo o da qualche altro oggetto usato in casi di questo genere), il portafogli decisamente più leggero e la sensazione di essere stato ingannato.

La Polizia municipale custodirà senz’altro un ampio campionario di episodi simili, anche se molto spesso i “bidoni” non vengono denunciati. Una consuetudine che non fa bene a nessuno, anzi prepara il terreno a futuri raggiri. Sono tanti i trucchetti usati per ingannare chi si trova al volante. Ci potrebbe capitare di essere fermati da qualcuno che sostiene che gli abbiamo rotto lo specchietto retrovisore, e pretende di essere risarcito. Insomma, a volte non è semplice aggirare i furbi, ma forse qualche accorgimento può aiutarci a non cadere in trappola. Non diamo troppo credito a quel che appare ai nostri occhi, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, scriveva Saint-Exupèry. Usiamo, quando ci vuole, un po’ di sana diffidenza e soprattutto denunciamo, denunciamo e denunciamo.
 

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