22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 09:50:00

Cronaca

D’Ambrosio Lettieri e Liuzzi visitano le carceri di Bari e Taranto

Il senatore barese: «Restituire al carcere la sua funzione primaria di rieducazione e reinserimento»


Si rinnova a Ferragosto la visita nelle carceri del senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri. Il fittiano, in compagnia del collega Pietro Liuzzi, visiterà oggi i penitenziari di Bari e Taranto.

Il primo appuntamento è stato alle 9.30 dal capoluogo jonico. Poi, alle 11.30, i due parlamentari si sono recati nella casa circondariale di Bari.

«Lo scorso anno ho presentato un odg accolto dal governo nell’ambito del Decreto svuota carceri perché, sul fronte sanitario, fosse varata al più presto la cartella sanitaria nazionale informatizzata» spiega il senatore dei Conservatori e riformisti. Obiettivo dell'ordine del giorno: assicurare in tutti gli istituti di pena la continuità delle cure per la persona condannata e individuare strumenti normativi e operativi finalizzati a migliorare il sistema sanitario negli istituti di pena. «Al fine – precisa d'Ambrosio Lettieri – di garantire tempestività negli interventi sanitari urgenti, superando i ritardi a cui soggiacciono le persone detenute qualora si verifichi la necessità di sottoporle a visite specialistiche o cure mediche in strutture sanitarie esterne agli istituti di pena, nonché azioni preventive e di profilassi relative alla salute mentale, alla prevenzione del suicidio e dell'autolesionismo, dell'Hive delle altre malattie trasmissibili».

«Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), proprio nei giorni scorsi – ricorda il parlamentare fittiano – ha assegnato la maglia nera alla Puglia per le aggressioni in carcere ai danni degli operatori penitenziari, un aspetto legato a doppio filo all'assistenza sanitaria ai detenuti».

«Vorrei sottolineare che il Governo è chiamato a dare seguito agli obiettivi contenuti nell`intervento alle Camere dell`ottobre scorso dell’ex presidente Napolitano», aggiunge. «Mi rendo conto che di fronte ai gravissimi problemi legati alla mancanza di lavoro e alla crisi economica, i problemi delle carceri italiane, dal punto di vista sia dei detenuti che degli operatori penitenziari, possa sembrare di secondo piano. Ma non è così. Il recupero ad una vita normale di chi ha sbagliato non è argomento secondario per una società civile, non solo sul piano etico, ma anche culturale, sociale ed economico. Restituire al carcere la sua funzione primaria di rieducazione e reinserimento attraverso strumenti idonei ed efficaci deve essere un impegno costante della politica».

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