11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

Il pizzo sui parcheggi delle spiagge, due arresti a Taranto

Minacce e violenze nei confronti degli imprenditori che non si piegavano


I Carabinieri del NOR di Manduria, in collaborazione con i militari della Stazione di Lizzano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione e tentata estorsione nei confronti di: Vincenzo Todaro, 47enne di Lizzano e Giovanni Prete, 47enne di Taranto, entrambi ritenuti responsabili di più episodi riconducibili ad un’attività estorsiva, consumata e tentata, nei confronti di imprenditori ed associazioni operanti nel settore turistico balneare del versante orientale jonico, in particolare le marine di Lizzano.

L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Taranto, Pompeo Carriere, a seguito di una complessa indagine diretta dalla Procura jonica e guidata dal Sostituto Procuratore, Lucia Isceri.

Le indagini sono state avviate a giugno 2014, quando alcuni malfattori hanno danneggiato la struttura portante della copertura di due aree parcheggio in località Cisaniello, nell'agro dei Comuni di Lizzano e Taranto, in cui possono essere parcheggiate fino a 1.200 autovetture, poste a servizio della spiaggia libera e di alcuni stabilimenti balneari della litoranea.

Il 23 maggio 2014, il proprietario le aveva cedute in gestione ad una Cooperativa di Taranto, dopo l’estromissione della persone che le aveva gestite in fitto fino al 2012, a seguito del mancato pagamento della metà di quanto pattuito nell’ultima estate.

Le indagini si sono subito concentrate sul precedente gestore, Vincenzo Todaro, che per anni aveva condotto l’attività intestata a sua figlia, realizzando sicuramente rilevanti guadagni, atteso che l’area, solo in termini di remunerazione dei parcheggi, poteva fruttare durante l’estate fino a 100mila euro, oltre agli introiti derivanti dal servizio di navetta per la spiaggia libera e per gli stabilimenti balneari, il primo a carico dei bagnanti ed il secondo pagato dai gestori dei lidi.

Gli investigatori, nonostante le difficoltà derivanti dal clima di intimidazione che gli indagati avevano suscitato, condizionando le persone a conoscenza dei fatti, in particolare gli imprenditori, sono riusciti a decifrare e sventare il disegno criminale dell'uomo che, subito dopo aver appreso dal proprietario del suolo che non gli avrebbe rinnovato il contratto, con toni violenti lo minacciò che nessuno gli sarebbe subentrato e il 31 maggio 2014, dopo solo 7 giorni dalla sottoscrizione del contratto fra il proprietario ed una cooperativa tarantina, metteva in atto la sua rappresaglia con il danneggiamento della copertura del parcheggio balneare, inducendo la cooperativa ad abbandonare la struttura.

A quel punto le aree in questione sono state occupate abusivamente dai due arrestati, che vi avevano avviato un’altrettanto abusiva attività di parcheggio e servizio navetta non autorizzati verso i lidi balneari.

Successivamente Vincenzo Todaro, facendo leva sulla forza intimidatrice derivante dall’ambiente criminale di appartenenza, ha costretto il proprietario del parcheggio ed il responsabile della cooperativa subentrata nella gestione, a redigere un contratto di sub-affitto a favore del suo prestanome Giovanni Prete, che rilevò quindi la lucrosa gestione delle aree.

Le investigazioni – secondo gli inquirenti – hanno consentito di svelare l’articolato disegno criminale di Todaro e Prete. Gli stessi, dopo la prima fase di violenza e danneggiamento di cui si sarebbero peraltro attribuiti la paternità e vantati con un imprenditore del posto per dissuaderlo dal collocare un maneggio in quell’area, hanno escogitato un piano più “raffinato”, nascondendosi dietro uno schermo legale creato per l’occasione.

Infatti, una volta messo in atto il danneggiamento e piegata la volontà del gestore subentrato, hanno indirizzato la propria attenzione sui titolari dei lidi balneari, la cui attività non può esplicarsi senza parcheggi e servizio navetta, utilizzando la propria influenza criminale per indurli ad avanzare una fittizia proposta di sub affitto, strumentale al successivo ingresso nella gestione di Giovanni Prete. In tal modo il servizio navetta sarebbe sembrato apparentemente riferibile ai lidi, ma di fatto gestito da Vincenzo Todaro per il tramite di Giovanni Prete che, sebbene definito dagli imprenditori un “perfetto sconosciuto”, avendo Todaro alle spalle, sarebbe stato scelto come gestore di fatto.

Tali efficaci soluzioni adottate per l’estate 2014, sebbene avessero garantito il controllo delle aree, non avevano soddisfatto gli appetiti di Todaro, che per garantirsi una posizione giuridicamente più forte per la stagione 2015, già a dicembre 2014 e febbraio 2015, mediante atti intimidatori contro il proprietario del terreno e sua madre, con il nel danneggiamento dell’ingresso di una tenuta di proprietà del primo e con l’incendio della porta d’accesso dell’abitazione della seconda, ha tentato di piegarne la volontà costringendolo a contrarre con lui ed alle sue condizioni.

Queste condotte non sortivano l’effetto voluto, poiché il proprietario ha stipulato a giugno 2015 una convenzione per la gestione dell’intera area naturalistica di sua proprietà, dell’estensione di circa 50 ettari, di cui i parcheggi costituiscono solo minima parte, con un consorzio Onlus di Taranto intenzionato ad avviare un complesso progetto di valorizzazione turistico-culturale della zona (maneggio, escursioni, cinema e discoteca, gestiti da cinque cooperative di giovani). Per tutta risposta, i due non hanno esitato a minacciare anche il presidente di questo nuovo ente, attraverso l’esplosione di colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei container presenti nel parcheggio, lo scorso 19 giugno, proprio ad inizio stagione estiva, dopo averlo avvicinato per denigrare la progettualità in atto, affermando con disprezzo che la zona aveva solo bisogno di parcheggi, che loro stessi avrebbero dovuto gestire, di fatto portando a termine un tentativo di estorsione a suo carico.

Quello che è stato interrotto con gli arresti è dunque un ben congegnato e pervicace disegno estorsivo, posto in essere grazie alla forza derivante dall’accertato carisma criminale delle due persone coinvolte, da conseguire con l’intimidazione, grazie anche a quello che è parso un atteggiamento vagamente omertoso di alcuni imprenditori locali.

Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Taranto.

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