21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Ilva, riparte il Treno nastri 1

Aumenta la produzione. Si indaga sul ‘sabotaggio’ dell’Altoforno 1


Dopo il personale dell'acciaieria 1 a fine luglio e quello dell'altoforno 1 il 6 agosto, un altro gruppo di lavoratori dell'Ilva di Taranto rientra dai contratti di solidarieta' e torna al lavoro per prepararsi alla ripartenza di un altro impianto: il Treno nastri 1. E' l'impianto che lavora le bramme di acciaio e che sinora e' stato spesso fermo per mancanza di attivita' da svolgere.

L'azienda ha comunicato ai sindacati metalmeccanici che, essendo ora in funzione tre altiforni su quattro operativi (l'1, il 2 e il 4 mentre il 5 e' fermo per rifacimento), il Treno nastri 1 ripartira' ai primi di ottobre. Il riavvio pero' comincia gia' col rientro al lavoro della struttura di controllo e del personale della manutenzione elettrica. Il 24 agosto tocca poi agli addetti alla manutenzione meccanica e a due gruisti e a fine mese, infine, ad un'altra parte di personale. Con la ripartenza dell'acciaieria 1 sono tornati in produzione circa 300 unita' ed un altro centinaio, invece, con l'altoforno 1. I due impianti sono stati rimessi in attivita' dopo la conclusione dei lavori d adeguamento alle prescrizioni ambientali. All'Ilva sono in corso le indagini per chiarire il tentato sabotaggio all'acciaieria 1 denunciato alla Procura di Taranto alla vigilia di Ferragosto e sopratutto individuare chi ha manomesso due valvole su quattro della cappa del convertitore.

Quest'ultimo e' la parte di impianto nella quale, ad un'altissima temperatura – 1300-1400 gradi -, la ghisa arrivata dagli altiforni viene trasformata in acciaio. Stando alla denuncia dell'Ilva, il fatto che due delle quattro valvole fossero chiuse quando invece dovevano stare tutte aperte, e' una "circostanza" che depone "in maniera univoca per una manomissione intenzionale dell'impianto ad opera di ignoti". "Condotte illecite di sabotaggio": cosi', nella denuncia, l'Ilva definisce quanto e' accaduto. Si e' infatti sfiorato il rischio di un esplosione nell'impianto.

"Le 4 valvole – si legge nella denuncia firmata dal direttore dello stabilimento, Ruggero Cola – alimentano singolarmente i corrispondenti 4 cilindri oleodinamici che consentono l'innalzamento e l'abbassamento della cappa e sono normalmente aperte. Tali valvole vengono poste in posizione di chiusura esclusivamente durante le fermate di manutenzione periodica finalizzate al rifacimento del convertitore". E "l'ultima operazione di abbassamento – evidenzia l'Ilva – era avvenuta correttamente non presentando anomalie di sorta".

E' stato un addetto a dare l'allarme a due capiturno, che sono subito intervenuti e riaperto le due valvole chiuse. Per l'azienda, e' detto nella denuncia, "senza la pronta segnalazione della manomissione da parte del dipendente, l'impianto avrebbe potuto subire gravi danni, tali da pregiudicarne il funzionamento e la marcia. Inoltre, si sarebbero potute determinare gravi anomalie quali conseguenza esclusiva della manomissione intenzionale, con ulteriori potenziali conseguenze dannose non solo per l'impianto ma anche per le persone". L'acciaieria 1 e' una delle due in funzione nel siderurgico. E' stata ferma da meta' marzo a fine luglio per consentire una serie di lavori ambientali tra cui il completamento dell'installazione di un nuovo filtro la cui capacita' di aspirazione e' di 3 milioni di metri cubi d'aria all'ora. Questo mentre l’Arpa segnala che il riavvio di Afo/1 non ha comportato particolari criticità ambientali, pur stigmatizzando il ‘trionfalismo’ dell’azienda.

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