25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

Cronaca

Tarantina morta nei campi, indaga la Commissione parlamentare sugli infortuni sul lavoro

Inchiesta sul caso di Paola Clemente, parla il legale della famiglia


SAN GIORGIO J. – “Noi abbiamo visto la documentazione: aveva un regolare contratto di lavoro, era prevista una paga oraria di 7,50 euro. In realtà la signora, dice il marito, riceveva un bonifico di 27euro al giorno”. Così Vito Miccolis, uno dei legali della famiglia di Paola Clemente, la bracciante di San Giorgio Jonico morta nelle campagne di Andria il 13 luglio mentre lavorava sotto un tendone all’acinellatura dell’uva. “Non so – ha aggiunto- se questo è caporalato, la procura sta indagando. Il marito vuole la verità”.

“In occasione della prossima seduta della commissione, prevista per il giorno 8 settembre, avanzerò la richiesta formale per l’apertura di un fascicolo di indagine in merito alla morte di Paola Clemente, bracciante di San Giorgio Jonico deceduta mentre lavorava alla acinellatura dell’uva nelle campagne di Andria”. Lo afferma la senatrice del Pd, Camilla Fabbri, presidente della commissione di Inchiesta sugli infortuni sul lavoro.

Bisognerà attendere martedì per conoscere i primi esiti dell’esame autoptico che sarà effettuato sul cadavere di Paola deceduta per cause da chiarire il 13 luglio scorso, mentre lavorava all’acinellatura nei vigneti in territorio di Andria.

L’autopsia disposta dalla magistratura, dopo la denuncia presentata ai carabinieri dal marito della donna, è stata fissata per il 25 agosto, giorno in cui sarà riesumata la salma nel cimitero andriese. C’è un secondo indagato: si tratta del titolare dell’azienda agricola “Perrone” in cui lavorava. Nell’indagine per omicidio colposo e omissione di soccorso finora era indagato dalla Procura di Trani solo l’autista del gruppo di braccianti di cui faceva parte la Clemente.

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