Cronaca

Rifiuti radioattivi nel Tarantino, l’ira dei Verdi: dimissioni del dirigente della Provincia

Il caso dell'Aia a favore di una discarica nel comune di Massafra


Un nuovo rischio ambientale sta per abbattersi sulla provincia di Taranto: rifiuti radioattivi alla discarica Cisa Spa, sita nel Comune di Massafra.

«Da quanto appreso – scrivono i Verdi di Taranto in una nota -, la Provincia, per mano del Dirigente all' ambiente Dilonardo, ha firmato una determina che ha dato il via libera ad un'Aia per una validità di 16 anni alla Cisa Spa, per il confinamento temporaneo di materiali radioattivi. Noi Verdi già all'insediamento della nuova amministrazione provinciale, avevamo posto all'attenzione del Presidente Tamburanno l'eventuale conflitto d'interesse che si sarebbe potuto creare con la nomina di Dilonardo, in quanto lo stesso è il padre di uno dei soci di Antonio Albanese, titolare della Cisa Spa».

«Lo stesso Tamburrano – prosegue la nota dei Verdi – ci rispose, a mezzo stampa, assicurando che il dirigente in questione si sarebbe astenuto dall'esaminare pratiche relative che sarebbero potute rientrare nel conflitto d'interesse. Il 6 agosto scorso, invece Dilonardo, dirigente all'Ambiente, ha proceduto al rilascio dell'Aia, nonostante il mancato parere del comitato tecnico, pur non essendo questo vincolante, ma obbligatorio. Come Verdi chiediamo al presidente Tamburrano: perché si è proceduto alla firma di questa determina che ha dato il via libera all'aia nonostante la mancanza del parere del comitato tecnico? Come mai il Dirigente Dilonardo nonostante l'evidente conflitto d'interesse, non si è astenuto dal firmare la determina? Stiamo assistendo alla nascita di una nuova Cemerad? Prendiamo le distanze da questa politica delle larghe intese che ha come unico scopo di continuare a perseguire un' economia basata sui veleni, sullo sfruttamento indiscriminato del territorio, aggravando il rischio sanitario e favorendo il guadagno di pochi soggetti».

«Riteniamo che la Provincia – concludono i Verdi -, così modificata dall’ultimo governo, e' preda di inquinatori e affaristi. Questo è avvenuto grazie alle pressioni di una Politica populista e del malaffare. Chiediamo quindi le immediate dimissioni del dirigente Dilonardo, e vista la delicatezza dei temi trattati, la sospensione della determina in oggetto, e un coinvolgimento in un tavolo tecnico di tutti i soggetti interessati alle problematiche ambientali».

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