26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

Per i Marò un verdetto amaro

Il Tribunale di Amburgo chiede ad Italia ed India di sospendere ogni controversia. Ma viene respinta la richiesta di trattenere Latorre


“L’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa”. E’ arrivato, dopo due mesi, il verdetto del Tribunale del Mare di Amburgo sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ritenuti responsabili dalla giustizia indiana dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala nel febbraio 2012.

Respinta la richiesta italiana sulle misure temporanee: l’Italia aveva chiesto, in attesa della conclusione dell’iter giudiziario, il rientro in patria di Salvatore Girone, ora in India, e la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre, attualmente in convalescenza a casa dopo il malore accusato in India. Roma inoltre aveva chiesto che l’India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso. Visto che sarà compito dell’arbitrato internazionale all’Aja “giudicare nel merito del caso”, il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie” poiché questo “toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”.

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, esprime “delusione” per la sentenza del Tribunale del mare, che ha deciso di non decidere sul caso dei marò italiani, in attesa dell’arbitrato internazionale dell’Aja . “Guardavamo tutti con fiducia ad Amburgo e ci attendevano di più: sento in questo di intrepretare il sentimento dell’intera Assemblea pugliese”, che ha più volte approvato ordini del giorno, chiedendo la liberazione del tarantino Massimiliano Latorre e del barese Salvatore Girone e soprattutto giustizia, rapida e obiettiva, per i fucilieri di Marina, soggetti in India a un procedimento penale che si è distinto per rinvii e prese di tempo interminabili.
Per Loizzo, la decisione “mancata”, a maggioranza, dei ventuno giudici del Tribunale internazionale del diritto del mare “riporta la vertenza giudiziaria allo stallo inaccettabile e al rimpallo di competenze tra la Corte federale e il governo di Dehli.

L’auspicio è che in sede di arbitrato internazionale dell’Aja, entrando nel merito del caso la Corte internazionale di Giustizia voglia mettere finalmente un punto fermo alla vicenda, in maniera positiva per i nostri ‘ragazzi’”. Così il presidente del Consiglio regionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche