19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

Ilva, ora è corsa contro il tempo

Entro fine ottobre l’Altoforno 2 deve essere messo in sicurezza


Gli interventi di messa in sicurezza dell’Altoforno 2 dovranno essere attuati entro fine ottobre, altrimenti il sequestro sarà ripristinato e dovranno essere riavviate le procedure di spegnimento, bloccate due mesi fa soltanto grazie al decreto del governo che ha di fatto sterilizzato gli effetti del provvedimento della magistratura.

La Procura di Taranto ha accolto la richiesta di rimozione dei sigilli dall'altoforno 2 dell'Ilva, l'impianto in cui l'8 agosto scorso avvenne l'incidente costato la vita all'operaio Alessandro Morricella, ma ha imposto all’azienda una scadenza precisa. Nel provvedimento dei magistrati tarantini si possono leggere tra le righe anche critiche agli ultimi decreti, che evidenzierebbero “dubbi di legittimità costituzionale”. E proprio alla Consulta si era rivolto il gip Martino Rosati rinviando gli atti relativi al sequestro dell'Afo2 e al successivo intervento normativo.

Il conflitto sull’Ilva, quindi, è sempre più una guerra di trincea. Il povero Alessandro Morricella morì quattro giorni dopo essere stato investito da una fiammata mista a un getto di ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata. Il giorno del suo funerale il pm Antonella De Luca firmò il sequestro senza facoltà d'uso dell'impianto, ma l'Afo2 non ha mai smesso di funzionare. Il 17 luglio scorso i carabinieri, su delega della Procura, entrarono nello stabilimento per effettuare un sopralluogo nell'area dell'Afo2 e denunciarono 19 operai (tre della ditta d'appalto Semat) presenti sul campo di colata, contestando loro il reato di violazione di sigilli. I sindacati sollecitarono una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e la Procura si affrettò a precisare che si trattava soltanto di "accertamenti di carattere assolutamente preliminare in vista di eventuali successive attività di indagine". In seguito il procuratore generale leccese Giuseppe Vignola convocò i magistrati tarantini "per valutare se in attesa della decisione della Consulta" dovesse essere "concessa o meno la facoltà d'uso all'altoforno 2".

Il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Antonella De Luca hanno chiesto ai propri consulenti, al custode giudiziario Barbara Valenzano e ai funzionari dello Spesal, un parere sulla fattibilità delle operazioni proposte dall'Ilva. Le misure previste dovranno essere ultimate secondo il cronoprogramma o torneranno i sigilli.

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