Cronaca

Alias, i boss tarantini chiedono lo sconto di pena

Il processo alla mala: udienza dal Gup di Lecce


Processo alla vecchia mala: raffica di richieste di abbreviato tra i 64 imputati nel processo “Alias”.

Nell’udienza di stamattina tenutasi dinanzi al gup di Lecce 18 le richieste di rito alternativo ma altre potrebbero arrivarne i quella che si terrà mercoledì prossimo. 

Il blitz “Alias al termine di una lunga attività investigativa condotta dagli agenti della questura coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Nel mirino boss tornati in libertà, elementi di spicco della mala storica che si sono attivati per il controllo del territorio.

Arrestati Orlando D’Oronzo e Nicola De Vitis, il primo era in soggiorno obbligato a Sassari, il secondo in semilibertà a Verona. Secondo l’accusa i due avrebbero gestito le attività illecite del clan a Taranto. E grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori della questura hanno individuato luogotenenti e affiliati della organizzazione criminale che aveva imposto il pizzo a commercianti della città.  

A ottobre del 2014 la polizia eseguì 52 ordinanze di custodia cautelare. Per l’Antimafia dei Lecce  vecchie glorie della malavita tarantina, recentemente uscite dal carcere, si stavano riorganizzando con le nuove leve per spartirsi gli affari del crimine. Il vecchio clan D'Oronzo-De Vitis, facendo leva sulla fama dei maxi-processi per mafia degli anni Novanta, voleva rimettere le mani sulla città, col controllo del traffico di droga e le estorsioni alle principali attività commerciali. 

A maggio del 2015 sotto sequestro, grazie agli accertamenti del Gico della Guardia di Finanza, sono finiti beni e quote societarie intestate a sei indagati. Secondo le Fiamme Gialle esiste una sproporzione trai redditi dichiarati dagli indagati ed il patrimonio posseduto. I sigilli posti anche a beni intestati fittiziamente a parenti, quote societarie di due bar, compendi aziendali, auto e moto, diverse abitazioni, conti bancari e terreni per un valore di oltre 4 milioni di euro.

Il collegio di difesa è composto dagli avvocati Fabrizio Lamanna, Salvatore Maggio, Emidio Attavilla, Franz Pesare,  Maurizio Besio, Giuseppe Sernia, Andrea Silvestre, Luigi Danucci, Antonio Mancaniello Angelo Casa, Maria Letizia Serra Manuela Stallo, Luca Perrone,  Pasquale Blasi, Gianluca Mongelli, Angelo Masini, Filiberto Catapano Minotti.
Appuntamento dinanzi al gup del tribunale di Lecce, il prossimo 16 settembre.

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