25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Una corsa contro il tempo per salvare quei 120 cani

Accorato appello de “Gli amici di Spino”


Centoventi cani da salvare.

Lola, Jago, Birillo, Pupetta, Camilla e decine di loro amici che entro dicembre dal canile di San Giorgio Jonico saranno trasferiti in altri rifugi.  L’associazione “Gli amici di Spino” che nell’aprile scorso ha  siglato un accordo con l’amministrazione comunale lancia un disperato sos. “Tutto questo a causa di una sanzione di 3.500 elevata al Comune di San Giorgio Jonico per aver utilizzato una parte del canile che è abusiva. Per quei 120 cani sarà morte certa”. 

L’associazione di volontari critica duramente l’amministrazione comunale.

“In tutti questi anni il canile ha subito l’inerzia e l’assoluta indifferenza dell’amministrazione comunale che non ha mai provveduto a sanare le irregolarità edilizie sanzionate- attacca-purtroppo la piaga del randagismo ha costretto i vecchi gestori a utilizzare quella parte per ospitare i poveri animali accalappiati per ordine dei Comuni che sono privi di canili sanitari e rifugi e quei tanti animali in difficoltà, che per ragioni di sicurezza il Comune di San Giorgio Jonico ha fatto catturare nel corso degli anni”. 
Per “Gli amici di Spino” l’ordinanza del sindaco è stata una doccia fredda. 

Un duro colpo per tutti i volontari della zona che da anni si prodigano con dedizione e impegno, alla cura di queste creature indifese e bisognose, molte delle quali sono cresciute per anni in questi box. 

“Se i 120 cani verranno “spostati” altrove subiranno una serie di maltrattamenti che minerà per sempre il loro stato psicofisico – aggiunge l’associazione – la maggior parte dei cani ospitati vengono portati a passeggiare dai volontari che si alternano nel corso della settimana e questa attività è preziosa per il loro benessere ed è attualmente svolta solo in questo canile, infatti nelle altre strutture comunali e private della provincia jonica tutto ciò non avviene”.

Altro dato che per “Gli amici di Spino” non è stato considerato dal Comune è che il canile ospitava ben 340 cani sino a pochi anni fa ed attualmente, invece, ve ne sono circa 170. 

“Si tratta per una parte di decessi dei cani anziani che hanno trascorso la loro triste vita dietro una rete metallica per ben 15 anni – sottolinea l’associazione – ma per la gran parte dei casi si tratta di una diminuzione ottenuta grazie alle adozioni andate a buon fine. Solo per fare un piccolo esempio, nell’anno 2014 abbiamo  dato in adozione ben 122 cuccioli e 37 adulti.

Dall’inizio del 2015 ad oggi la nostra associazione ha adottato 170 cuccioli e 33 adulti – prosegue – come si può pensare di “deportare” cani che, se pur in un luogo che non è proprio un albergo a cinque stelle, identificano in quel box la loro casa e che, portati via, ne morirebbero.

Questo è un modo di condannare tanti amici cani ad una vita da reclusi, ancora una volta, piuttosto che lasciare loro una possibilità di vita in famiglia. L’ obiettivo dell’associazione è quello di svuotare il canile, certo, ma non attraverso “deportazioni” di massa, ma grazie a meravigliose adozioni in casa e in famiglia che si è certi di poter operare nel tempo, se solo fosse permesso”.

Il primo passo compiuto dai volontari all’indomani di questa ordinanza è quello di aver inoltrato la richiesta di accesso agli atti così da poterla impugnare (entro 60 giorni dalla notifica). E’ una lotta contro il tempo. “E’ già trascorso un mese e ora è interesse di tutti i volontari, degli associati e della comunità  cambiare il  destino di questi animali.
Vogliamo che diventi un caso nazionale”.

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