25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

Blitz anti-lucciole, arrestato anche un tarantino. Le foto

Sgominata una organizzazione che si occupava di prostituzione di ragazze cinesi


Anche un tarantino e una cinese residente nel capoluogo jonico, arrestati nel blitz “Peonia Rossa”, che ha sgominato una organizzazione che ha messo su un vasto giro di prostituzione con ragazze orientali. La polizia ha fermato il 55enne tarantino Nicola Massaro (agli arresti domiciliari), la 62enne Changyu Zhu (detta Giada) residente a Taranto, Lijuana Yu 52 anni residente a Lecce, Liping Wang (detta Franca o Francesca) 45 anni residente a Brindisi.

Secondo l’accusa un docente universitario sarebbe stato tra i promotori del  giro di “lucciole” cinesi scoperto dai poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi diretti dal dott. Alberto Somma. Si tratta di Wenchang Chu, detto Vincenzo, 57 anni, ingegnere, docente associato di Algebra (in precedenza di Ingegneria) al Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento. In mattinata gli investigatori hanno perquisito il suo ufficio che è situato al “Fiorini”.

Il prof. universitario secondo l’accusa avrebbe adottato tutte le decisioni operative impartendo direttive per la gestione della prostituzione nei centri massaggi di Lecce e Gallipoli.

A Taranto la base sarebbe stata in un locale situato in via Oberdan. Il giro di prostituzione nei centri benessere e massaggi gestito da italiani e cinesi. Dopo  due anni di indagini all’alba di oggi  sono  scattati 10 arresti, otto in carcere e due ai domiciliari, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Brindisi, dott. Maurizio Saso su richiesta del sostituto procuratore, dott.ssa Savina Toscani. Quindi le persone indagate. Sono accusate sono di aver dato vita ad una associazione per delinquere che operava tra Brindisi, Lecce, Gallipoli e Taranto, finalizzata al favoreggiamento, all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione di ragazze di nazionalità cinese  messe in vendita in diversi centri massaggi e abitazioni private.

Secondo quanto accertato dagli investigatori della polizia le donne sarebbero  state costrette con violenza a prostituirsi e in caso di rifiuto sarebbero state pesantemente minacciate. “Se ti rifiuti uccideremo i tuoi parenti in Cina” è la minaccia mossa in una circostanza ad una delle donne. Il volume d’affari stimato dagli investigatori è di circa 150mila euro al mese. L’operazione è stata chiamata “Peonia rossa” dal nome di uno dei centri massaggi localizzati dai poliziotti.  A Taranto i provvedimenti restrittivi eseguiti con la collaborazione dei poliziotti della  Mobile diretti dal dott. Roberto Giuseppe Pititto.  I particolari del blitz illustrati in una conferenza  tenutasi presso la Procura di Brindisi, alla presenza del procuratore capo, dott. Marco Dinapoli.

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