Cronaca

Cercasi sponsor per borse di studio

Si apre il 24 settembre il convegno sulla Magna Grecia


Il 24 settembre si apre in Università (per concludersi il 27 nel Castello aragonese) il 55° Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia. Dalla prima edizione, nel 1961, il Convegno raduna annualmente a Taranto archeologi ed esperti di varie discipline per discutere della colonizzazione greca e delle relazioni fra greci ed altri popoli del Mediterraneo. Una impresa culturale eccezionale, la più longeva manifestazione archeologica internazionale, caratterizzata – fra l’altro – dalla presenza, incentivata con assegni di studio a parziale copertura delle spese, di centinaia di giovani, provenienti da Università di tutto il mondo, che hanno costituito negli anni l’ossatura della futura classe accademica: pressoché tutti gli studiosi della Magna Grecia o del Mediterraneo antico sono stati da borsisti a Taranto, ricevendone un positivo imprinting.

Quest’anno la richiesta di contributi è quasi raddoppiata: oltre 80 domande, la metà delle quali provenienti da Università non italiane. L’assegno (250 euro) è , specie per chi viene dall’estero, solo un parziale contributo al viaggio e soggiorno. A pochi giorni dall’inizio dei lavori, le borse sottoscritte da enti, associazioni e singoli sono appena 20, meno degli anni scorsi. Mancano all’appello enti locali, imprese, banche ecc. La maggiorparte delle borse vengono da club ( Lions, ma non tutti i numerosi club, Rotary, Donne senza frontiere) o  associazioni (Aicc, Amici dei Musei, Dopolavoro Filellenico). La precedenza sarà data ai più meritevoli ed ai più “lontani” dei richiedenti, poi – se arriveranno altri contributi – toccherà anche a studenti degli Atenei italiani.

E’ sconcertante che nemmeno queste modeste cifre siano stanziate dalle grandi industrie. L’Eni, per esempio, presente a Venezia con uno stabilimento petrolchimico, finanzia lì la Mostra del Cinema e la Biennale. E a Taranto? Ma non è solo l’industria di Stato che latita.

Per restare dalle parti della Serenissima, Confindustria Venezia  finanzia il Premio Campiello. E Confindustria Taranto? Nemmeno un assegno di studio per giovani archeologi? L’appello vale, ovviamente, anche per Ilva e Cementir, le organizzazioni datoriali e sindacali, associazioni ed enti. C’è ancora qualche giorno per dare una mano a chi contribuisce a diffondere nel mondo una immagine positiva di Taranto, anche oltre l’alto valore scientifico dei Convegni. E’ una occasione da non perdere!

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