Cronaca

Edilizia, 5.000 posti persi

Martedì 23 settembre sit-in davanti alla Prefettura di Taranto


TARANTO – Il comparto edile soffre, schiacciato dalla crisi e i sindacati chiedono il dialogo con le istituzioni per tentare di individuare soluzioni possibili.
Martedì 23 settembre, alle 10.00, sit in dei lavoratori del settore davanti alla Prefettura di Taranto. Ad organizzarlo sono i sindacati di categoria Feneal – Uil, Filca – Cisl e Fillea – Cgil.
I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Scuola Edile, in via Sorcinelli.
Al tavolo dei relatori Antonio Guida, Vito Lincesso e Antonio Stasi, segretari rispettivamente di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.
I tre rappresentanti sindacali hanno già avuto contatti con il Prefetto Umberto Guidato, al quale hanno inviato una bozza del documento contenente le proposte che intendono avanzare per dare nuova linfa all’economia jonica, per rimettere in sesto uno dei settori più penalizzati dai disastri dell’economia dell’ultimo decennio.
Il Prefetto ha subito risposto all’invito, assicurando che martedì, in occasione del sit-in, riceverà una delegazione di sindacalisti per avviare con loro un confronto serio e produttivo.
I numeri parlano chiaro: la brusca frenata degli investimenti, il calo della domanda hanno avuto come conseguenza una netta diminuzione dei lavoratori impiegati nel comparto e delle ore complessivamente lavorate.
Tra il 2008 e il 2014, nella sola provincia di Taranto, sono andati persi cinquemila posti di lavoro, nel settore edile.
Molte delle persone ora senza occupazione non possono nemmeno contare su una qualche forma di sostegno al reddito, altri ormai ex lavoratori sono in cassa integrazione. Un esempio su tutti ce lo fornisce l’esperienza della Semat, una società impiegata nell’indotto Ilva che ha ben 400 operai in cassa integrazione. Le proposte avanzate questa mattina, che verranno presentate martedì al Prefetto, sono state formulate nell’ottica della cooperazione tra le varie forze in campo, istituzionali e non.
I rappresentanti sindacali chiedono al Governo di sbloccare tutti i lavori riguardanti le opere infrastrutturali già in programma o in previsione, molti dei quali riguardano proprio l’area portuale tarantina.
Bisogna inoltre considerare anche tutte quelle azioni che verranno prima o poi messe in campo per assicurare l’ambientalizzazione dell’Ilva. Quel che i sindacati chiedono è che si verifichi, in sede di assegnazione degli appalti, che le imprese siano orientate ad assumere manodopera tarantina.
Tutto ciò nel rispetto, naturalmente, delle normative in vigore.
L’altra proposta avanzata questa mattina mira all’avvio di un tavolo istituzionale permanente, che possa  garantire un confronto costante con gli enti appaltanti del territorio, a partire dagli enti locali, Comune e Provincia di Taranto in testa. Il tavolo dovrebbe monitorare la situazione degli appalti sul territorio.

 

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