Cronaca

Recuperati archeo tesori

Il corredo funerario proviene dal territorio di Laterza


TARANTO – Lo “spazio mostre” annesso al Chiostro del complesso monumentale di San Domenico, in Città Vecchia, ospita, per la prima volta, un pregiato corredo funerario neolitico proveniente dal territorio di Laterza. L’insieme dei reperti risale al 6500 a.C. e, lo scorso gennaio, è stato riconsegnato alla Soprintendenza Archeologica della Puglia.
E’ stato possibile anche ricostruire in parte la storia di questo corredo: fu acquistato sul mercato clandestino nel 1986 da un museo tedesco; proviene da una tomba a grotticella con tre inumati scavata clandestinamente nel 1978 nei pressi di Laterza.
A partire dal prossimo 25 settembre sarà possibile ammirare questa testimonianza del passato nella sede della Soprintendenza, a San Domenico. L’esposizione, nell’ambito della quale saranno presentati i reperti si intitola: “Sulla strada, 6500 anni fa. Ritratto di una società della preistoria”. Il 22 gennaio scorso il prezioso “tesoro” è stato riconsegnato, con una cerimonia ufficiale tenutasi nella località di Mainz, il cui museo aveva acquistato il corredo, nelle mani dei referenti italiani, alla presenza del Console generale a Francoforte, Cristiano Cottafavi.
Nel corso dell’evento è stato affrontato criticamente il tema del commercio illegale di reperti archeologici. Chiara la denuncia, anche di fronte ad un folto pubblico di addetti ai lavori, circa i gravissimi danni che lo scavo clandestino determina sui contesti archeologici.
Il corredo è composto da due vasi in stile Serra d’Alto, da una coppa di tipo Diana e da tre strumenti litici.
E’ soprattutto degna di nota l’associazione dei reperti ceramici con uno straordinario esemplare di ascia “da parata” in giadeite verde, a grana finissima, di provenienza alpina, del tipo a “goccia d’acqua”, lunga diciassette centimetri.

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