Cronaca

Spaccio, donne al comando

Sedici in manette nella operazione “Fisheye”


TARANTO – Donne al comando. Donne con un ruolo di primissimo piano in un gruppo di spacciatori che operava in largo San Gaetano, nella città vecchia e che era capace di smerciare centinaia di dosi di droga al giorno.
Il blitz “Fisheye”, ovvero l’occhio della telecamera, è stato condotto all’alba di oggi dai poliziotti della Squadra Mobile i quali hanno potuto contare sulla collaborazione dei loro colleghi della Volante e dei Reparti prevenzione crimine di Bari e Potenza. In campo anche le unità cinofile di Bari. Sedici le persone finite nella rete degli investigatori diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto. Rispondono di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, eroina, hashish, marijuana e metadone. I provvedimenti restrittivi sono stati firmati dal gip del tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, su richiesta del pm della Dda di Lecce, Alessio Coccioli e del pm del tribunale di Taranto, Mariano Buccoliero. Largo San Gaetano era diventato una vera e propria centrale dello spaccio a cielo aperto. Ciascun componente della banda ricopriva un ruolo specifico: il collettore di denaro, lo spacciatore, il “palo” e l’addetto al trasporto della sostanza stupefacente. Gli investigatori della Squadra Mobile nel corso delle indagini condotte sotto l’occhio vigile della telecamera hanno scoperto un particolare inquietante e cioè che le dosi di droga venivano smerciate anche alla presenza dei figli minorenni degli indagati. La polizia ha tracciato l’organigramma del gruppo. I capi erano Margherita Lombardi, il marito Antonio Pizzolla, i figli Denise e Moris Pizzolla, il genero Giuseppe Pavone. Di acquisto e trasporto si occupavano Paolo Ciccolella, Alessandro, Giuseppe e Majco D’Antoni, Cosimo Marinò e Mario Resta.
Il ruolo di vedetta e di spacciatore all’esterno del circolo ricreativo dove prevalentemente c’era smercio di “roba” era affidato a Ida Chioppa, Cosimo Damiano Caforio, Michele, Salvatore e Simone Pizzolante. I dettagli dell’operazione sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta, stamattina, in questura e a cui hanno preso parte il procuratore capo delle Dda di Lecce, Cataldo Motta, il capo delle Procura tarantina, Franco Sebastio, i pm Coccioli e Buccoliero, il questore Stanislao Schimera e il capo delle Mobile, Roberto Giuseppe Pititto.

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