04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

Un patto con la Marina

L’impegno del commissario straordinario Corbelli


TARANTO – La Marina Militare possiede una adeguata conoscenza del Mar Piccolo di Taranto per esservi presente con proprio primario insediamento sin dagli inizi del ‘900 ed è impegnata, nell’ambito della “marine strategy”, in numerose attività di caratterizzazione dei fondali, di monitoraggio e salvaguardia dell’ambiente marino impiegando le proprie Unità Navali opportunamente attrezzate con strumenti tecnologicamente all’avanguardia. Il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione della città di Taranto ha quindi ritenuto opportuno avvalersi della stessa Marina Militare per le attività propedeutiche agli interventi urgenti da porre in essere nel Mar Piccolo di Taranto e per questo, a giugno scorso, è stato formalizzato un accordo di collaborazione in tal senso.
Dall’inizio del mese di agosto sono quindi iniziate, sotto il coordinamento diretto del Commissario Straordinario, una serie di attività congiunte che hanno visto l’esecuzione di rilievi strumentali nell’area tecnicamente chiamata “170 ettari” di competenza  della Marina Militare, con il supporto, in questa fase, anche dell’Università di Bari, del CNR e dell’Istituto Idrografico della Marina. Contestualmente gli operatori del Gruppo Operativo Subacqueo (GOS) MM di base a Taranto hanno iniziato la ricerca visiva e catalogazione dei materiali antropici nella fascia prospiciente le banchine (sino a 30-40 metri).
Le attività di questa prima fase proseguiranno con il completamento dei rilievi strumentali e della catalogazione dei materiali antropici mediante investigazione visiva dei singoli contatti individuati.
Un team costituito dai collaboratori del Commissario Straordinario, da biologi di enti di ricerca/università designati dal Commissario Straordinario, con il supporto degli operatori del GOS, valuteranno successivamente l’opportunità di rimuovere gli oggetti rinvenuti che nel tempo potrebbero essere diventati habitat di specie protette.
Il Commissario e la Marina Militare hanno unito capacità, mezzi ed expertise, affinché la complessità del sistema si traduca in efficienza. La piattaforma su cui si ancora l’articolato processo è stata definita e configurata conseguentemente le attività sono iniziate.
Il percorso iniziato, che è una vera e propria sfida a causa della complessità e della vastità delle operazioni da portare a termine, è tuttavia un’impresa in cui la Marina investe e crede molto, consapevole del fatto che un mare pulito è un mare più sicuro.

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