Cronaca

Addio ai pini d’Aleppo

In via Ancona abbattuti i primi alberi ritenuti un pericolo


TARANTO – Questa mattina, in via Ancona, operai incaricati dall’amministrazione comunale hanno provveduto ad abbattere alcuni degli alberi che gli agronomi, nei giorni scorsi, avevano giudicato pericolosi per l’incolumità dei cittadini. Numerose sono state le segnalazioni giunte in redazione da parte dei residenti in zona.
Secondo alcuni di loro non si è fatto abbastanza, nel tempo, per evitare un’operazione così dolorosa.
Ricordiamo che si tratta di pini che arricchivano il paesaggio ormai da decenni e contribuivano a restitutire ossigeno ad una città, perlomeno ad una piccola porzione di essa, dominata da cemento e inquinamento.
Legambiente era intervenuta sulla questione chiedendo ed ottenendo la sospensione dell’intervento di abbattimento, previsto per lo scorso 14 settembre.
La stessa associazione ambientalista aveva poi constatato che per quelle piante, che comprendono anche nove pini d’Aleppo di grandi dimensioni, non c’era più nulla da fare. Le potature eseguite, negli anni, in modo errato hanno compromesso per sempre il benessere degli alberi, determinando l’attuale situazione.
Sul sito di Legambiente di legge testualmente che lo stato degli alberi e l’impossibilità da parte del Comune di effettuare indagini tecniche più approfondite, ne rendono, per motivi di sicurezza, non evitabile l’abbattimento.
“E’ dovere dell’amministrazione comunale garantire condizioni di sicurezza ai cittadini. Quegli alberi erano un pericolo per passanti ed automobilisti – dichiara Lucio Lonoce, vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici.
La Direzione Ambiente provvederà a piantumare il terreno sguarnito. Sostituiremo i pini con alberi più consoni alle caratteristiche di quell’area – ha aggiunto”.
Intanto però i cittadini si sentono deprivati di un bene prezioso e si domandano come sia stato possibile che, nel tempo, i vari amministratori che si sono succeduti alla guida della città, non abbiano avuto a cuore un patrimonio essenziale per la città.

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