Cronaca

Droga, preso uno dei ricercati

Pietro Argentieri è stato fermato in città vecchia


TARANTO – Spaccio di droga in largo San Gaetano: preso uno dei due ricercati.
Gli agenti della Squadra Mobile  hanno rintracciato in città vecchia il quarantaquattrenne  Pietro Argentieri.
L’uomo che ieri era sfuggito al blitz “Fisheye” stava per consegnarsi alla polizia. Ora manca all’appello un ventisettenne anch’egli residente nella città vecchia. Domani intanto al via gli interrogatori.
Dinanzi al gip compariranno Cosimo Damiano Caforio, 22 anni, Città Vecchia; Ida Chioppa, 26 anni, Città Vecchia; Paolo Ciccolella, 50 anni, Porta Napoli; Alessandro D’Antoni, 28 anni, Tamburi; Giuseppe D’Antoni, 34 anni, Tamburi; Majco D’Antoni, 20 anni, Tamburi; Margherita Lombardi, 45 anni, Tamburi; Cosimo Marinò, 22 anni, Tamburi; Giuseppe Pavone, 27 anni, Porta Napoli; Michele Pizzolante, 53 anni e Simone Pizzolante, 23, Città Vecchia; Salvatore Pizzolante, 46 anni, Città Vecchia; Antonio Pizzolla, 47 anni, Città Vecchia; Denise Pizzolla, 26 anni, Città Vecchia; Moris Pizzolla, 21 anni, Città Vecchia; Mario Resta, 21 anni, Tamburi. Nel collegio di difesa, tra gli altri, gli avvocati Fabrizio Lamanna,  Pasquale Blasi, Angelo Casa, Luigi Danucci e Fabio Nicola Cervellera.
I filmati che hanno incastrato i pusher rivelano che le dosi di droga venivano smerciate anche alla presenza dei figli minorenni degli indagati.
A tal proposito si registra l’intervento di Antonio Marziale dell’Osservatorio sui diritti dei minori.
“Spacciare e consumare droga alla presenza di bambini è quanto di più orribile e disgustoso possa esistere – ha dichiarato il sociologo Antonio Marziale – un genitore che si spinge a tanto non può dirsi tale e le istituzioni preposte hanno l’obbligo di preservare i piccolini da pericoli certi, pertanto sottrarli a questa gente e metterli al sicuro.
Al di la delle potenziali ripercussioni che i piccolini potrebbero patire, c’è da riscontrare e non sottovalutare che il loro coinvolgimento in azioni del genere contribuisce all’assuefazione e normalizzazione di un futuro criminale”.
Per il presidente dell’Osservatorio: “Non ci sono parole che possano rappresentare lo sdegno per cotanta irresponsabilità. Il mercato della droga è mercato di morte, coinvolgere i propri figli in tale contesto significa non amarli e chi non ama i figli non ha diritto ad averli”.

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