31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Cronaca

Beffati i vigili temporanei

Fa discutere l’intenzione del Comune di avvalersi di volontari


TARANTO – Vincere un concorso pubblico non è sempre garanzia di lavoro. Lo sanno bene i vigili urbani di Taranto ed in particolare un gruppo di tredici persone che erano riuscite a vedere il proprio nome inserito in una graduatoria di personale a tempo.
All’elenco in questione si accedeva dopo aver superato un concorso; millecinquecento i partecipanti alle prove selettive, che dopo l’inevitabile scrematura, si ridussero a sedici. Furono in pochi dunque a guadagnarsi un posto nella promettente graduatoria.
Un numero che si è ulteriormente ridimensionato, in seguito alla rinuncia al lavoro di tre candidati.
In breve tempo quindi i tredici “superstiti” sono stati inseriti nell’organico della Polizia Municipale, naturalmente con un contratto a tempo determinato.
I neo assunti hanno lavorato dal mese di dicembre 2014 fino a luglio del 2015, prendendo sin da subito confidenza con le peculiarità della professione.
Il lavoro, in realtà, sarebbe durato anche di più se non fosse intervenuta una nuova delibera comunale a decretare la non prosecuzione dell’attività dei neo vigili.
Questi ultimi pensavano di avere una scadenza più lontana nel tempo o addirittura di poter essere assunti stabilmente.
È noto a tutti, cittadini ed istituzioni, che il lavoro della Polizia Municipale, nonostante l’impegno dei singoli, sia, nel capoluogo jonico, fortemente penalizzato dalla carenza di organico.
Oltre alle figure tradizionali, mancano anche professionalità che dovrebbero svolgere altre mansioni, per esempio, affiancare gli operatori Amiu nelle attività di controllo sul conferimento dei rifiuti da parte degli utenti. Un servizio che non viene effettuato, per mancanza di personale, appunto.
Tutto ciò premesso, è notizia recente l’intesa tra Comune e Polizia Municipale sull’istituzione di un regolamento per la creazione del corpo dei Volontari Ausiliari del Traffico.
Le nuove figure, previo superamento di un concorso ad hoc, una volta “arruolate”, avrebbero compiti di vigilanza, oltre che di dissuasione e prevenzione di eventuali comportamenti illeciti stradali. A loro potrebbero essere assegnate anche altre attività, in base alle direttive del responsabile della Polizia Municipale, disposte in collaborazione con il Sindaco.
La finalità di questa operazione è chiara ed evidente: colmare il vuoto di personale che sta risucchiando il corpo dei vigili urbani.
A questo punto sorgono però spontanei diversi interrogativi, mentre serpeggia il malumore tra alcuni dei “vigili a tempo” rimasti a casa. Non sarebbe più opportuno indire un vero concorso per assumere nuovo personale? E, se ciò non fosse possibile, per via del blocco delle assunzioni che probabilmente si imporrà fino al 2017, perché non valersi della graduatoria dei vigili a tempo che, peraltro, ha durata triennale?
Non attingere a quel serbatoio di professionalità non significa forse aver sciupato inutilmente del denaro pubblico?
Cioè quello uscito a suo tempo dalle Casse del Comune per bandire, organizzare e portare a termine la procedura concorsuale per la creazione della graduatoria a tempo.
Oltretutto tra quelle tredici persone ci sono molti laureati, che oltre ad un titolo prestigioso possono, ed è quel che più conta in questo caso, vantare esperienze pregresse nel ruolo di vigile. Si potrebbe pensare anche di affidargli degli incarichi part time, per contenere la spesa.
Le competenze dunque non mancano, probabilmente sono i fondi a scarseggiare.
Per l’amministrazione comunale assumere dei vigili, a tempo indeterminato o determinato, comporterebbe oneri maggiori dal punto di vista economico.
I Volontari Ausiliari del Traffico sono ovviamente più convenienti. Ma siamo sicuri che, agli occhi del cittadino, avranno lo stesso peso di un pubblico ufficiale?

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