22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 06:45:31

Cronaca

Inceneritore, la class action

Dopo il “flop” del consiglio comunale iniziativa di Ambiente e Lavoro


“Ancora una volta diversi consiglieri comunali  hanno dimostrato scarso interesse verso i problemi di Taranto e dei suoi cittadini, facendo mancare il numero legale in aula. Una città sempre più allo sbando e senza più certezze, come per la vicenda dell’inceneritore e sul metodo di lavoro che esponenti di spicco dell’Amministrazione comunale hanno illustrato in questi giorni. Viene dichiarato, infatti, che dalla ripartenza dell’impianto i cittadini  trarrebbero benefici economici rispetto alle tariffe della Tari. Va ricordato che l’impianto da circa 9 anni è fermo: solo ora si ricordano dei risparmi per i contribuenti?”.

A parlare è Mario Cicoria, coordinatore del movimento Ambiente e Lavoro. “In tutto questo tempo, oltre al solito rimpallo di  responsabilità, abbiamo assistito ad un immobilismo totale di tutti, con la conseguenza che i cittadini , non solo non hanno avuto una riduzione della Tari, ma hanno dovuto finanziare con milioni di euro il buco di bilancio dell’Amiu,  senza beneficiare di servizi adeguati ( e in presenza di stipendi d’oro e di consulenze esterne per 250.000 euro l’anno!).

E ora, tra l’altro, si corre il rischio di perdere 4 milioni di finanziamento disponibili, anche se a questo genere di perdite questa Giunta ci ha abituato.

Ancor più sorprendente, poi, l’affermazione secondo cui  mancherebbe il know-how tecnico riguardante il termovalorizzatore. Ciò vuol dire che sino a oggi abbiamo avuto personale non in grado di gestire l’impianto? Va ricordato, a tale proposito, che quello di Taranto non è il solo inceneritore in Italia e che ce ne sono in funzione molti di ultima generazione, costruiti da aziende riconosciute nel mondo per le loro capacità di efficienza, a cui ci si potrebbe rivolgere.

Il movimento Ambiente e Lavoro sta valutando pertanto, con i propri legali,  se in questi anni di mancato funzionamento dell’impianto i cittadini hanno avuto un concreto danno economico. Se ciò sarà accertato si darà corso a una causa collettiva di risarcimento”.

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