06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Alta tensione in Ilva “Sos” a Emiliano

Oggi incontro a Bari tra i sindacati ed il governatore. Panarelli (Fim): “Grande preoccupazione per la situazione di stallo che si sta creando. Ci sono ritardi nell’attuazione dell’Aia, l’indotto è in crisi”


TARANTO – “Questo silenzio assordante che viviamo da diversi mesi non aiuta. Ci chiediamo come mai alcuni provvedimenti (tipo la costituzione della New Company), propedeutici al superamento dell’Amministrazione Straordinaria, tardano a realizzarsi. Nel frattempo le notizie poco confortanti che si susseguono mandano in confusione i dipendenti dello stabilimento e delle ditte dell’appalto, questi ultimi anello debole del sistema siderurgico. Si teme per la tenuta occupazionale”.
A parlare in questi termini del caso Ilva è il segretario generale della Fim Cisl, Mimmo Panarelli, alla vigilia dell’incontro di oggi pomeriggio tra i sindacati ed il presidente della Regione, Michele Emiliano.
“Questa situazione di stallo venutasi a creare non solo rallenta il processo di ambientalizzazione, ma di fatto sta determinando una forte e preoccupante perdita di competitività sul mercato nazionale ed internazionale. Ad oggi, oltre ai ritardi nell’attuazione dell’Aia, si registra un ulteriore calo della produzione di acciaio, passata dalle iniziali 17 mila tonnellate giornaliere previste, alle attuali 13 mila tonnellate giornaliere.
Di contro – secondo i dati di Federacciai – assistiamo ad un forte incremento in Italia di importazione dell’acciaio, di oltre il 36 percento, di cui 32 percento import extra Ue e 4,2 percento import Ue. Questo dato allarmante compromette la credibilità dello stabilimento ionico, allontanando i clienti di riferimento. Il clima d’incertezza presente tra le aziende dell’appalto è ancora vivo, rispetto ai mesi precedenti dell’anno. Dopo una flebile boccata d’ossigeno, oggi, ritornano le difficoltà legate ai ritardi accumulati nei pagamenti dei lavori effettuati. Una situazione che stenta a decollare e per la quale ogni palliativo è ormai superfluo. Occorre una soluzione definitiva utile a portare maggiore serenità tra quanti operano nel settore”.

 

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