21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

Una squadra ancora troppo discontinua

I rossoblù continuano a stentare nei primi 45’. Un’abitudine che si ripete da inizio stagione


Una squadra ancora dai due volti.

Primi tempi sempre sonnacchiosi e poco costruttivi, riprese invece con maggiore “miscela” agonistica e marcature, intese come reti, condotte all’incasso con maggiore semplicità.

Il Taranto, quindi, si è confermato ancora una volta double face e sotto questo aspetto Michele Cazzarò, come sempre stringato nel dopogara, si è molto soffermato.

Dati alla mano, non è un caso che, nei primi 45’ soltanto una volta si è andati a segno. Il che, tradotto in termini testuali, conferma, in maniera inequivocabile, come Genchi e compagni fatichino molto ad entrare in partita. Non a caso, contro i ciociari, la prima conclusione “vera” a rete è giunta sul finire della prima frazione con Pambianchi che ha calciato una sorta di rigore in movimento, trovandosi sbarrata la strada dall’estremo difensore nell’occasione in angolo. Quindi, nella seconda fase del match, il canovaccio ha assunto ben altri connotati.

Una reazione più alla garibaldina e quindi, di conseguenza, marchiata ad arte da un atteggiamento più sagace.

Giuseppe Genchi e Francesco Alvino, gli autori delle due reti, hanno confermato come siano elementi di bozzo buono sia sotto porta che, nella fase di costruzione di gioco, anche molto duttili nel fornire manforte ai compagni.

Bisogna, di conseguenza, cercare di adottare a partire dalla trasferta di Torrecuso, una mentalità più continua e meno “arruffona” come avviene puntualmente durante la prima parte di gara. Siamo d’accordo che le partite durano 90 e passa minuti (ormai coi recuperi resi pubblici dalle lavagne luminose si arriva fissi a 96-97 primi effettivi di gioco, mentre fino ad una ventina di anni addietro era discrezione degli arbitri decidere l’extratime), ma è altrettanto vero che è fondamentale avere sempre continuità dal primo all’ultimo secondo.

Il tecnico, che oggi ha suonato l’adunata per la ripresa della preparazione, sa benissimo che la classifica è ottima e che, domani sera, potrebbe esserlo ulteriormente di più.
Ma è di ieri anche la notizia che il Francavilla in Sinni ha presentato ricorso contro il Picerno per un presunto tesseramento irregolare di un suo calciatore di origini serbe che, ironia della sorte, ha anche timbrato il punto del pareggio nel derby lucano. Insomma, si va avanti come sempre tra ricorsi e ricorsini, stravolgendo puntualmente classifiche e risultati sul campo.

Suona doverosa e significativa una frase proprio di Cazzarò nella conferenza stampa di domenica pomeriggio: “I tre punti di Bisceglie? Sul campo la partita l’abbiamo persa. Quindi, se permettete, a me interessa il risultato acquisito sul terreno di gioco. Il resto è tutto buono, ovvio, ma personalmente guardo solo ed unicamente a questo fattore imprescindibile”.

E’ giusto e logico quindi basarsi su un solo aspetto, inequivocabile, ossia vincere le partite undici contro undici. Si può arrivare, comunque, alla sfida in terra sannita (Torrecuso è una cittadina vicina a Benevento) con la vetta a quota 16. Il che, corsi o non ricorsi o risultati d’ufficio, è comunque un grosso sunto. Alla fine, come arrivano arrivano i risultati, conta solo una posizione in questo campionato. Ossia il primo posto che significa salto in Lega Pro. Le chiacchiere stanno a zero, meglio incascinare fieno a dovere per poi amministrarlo a dovere nei momenti delicati che sicuramente ci saranno.

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