12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

Cronaca

Stipendi d’oro al Comune, passa la spugna della prescrizione: tutti assolti

I giudici parlano di maxi-truffa ai danni dell'Ente. Ma è trascorso troppo tempo per decidere


Tutto prescritto. La vicenda giudiziaria sugli stipendi d’oro al Comune di Taranto si chiude senza alcuna condanna penale.

La Corte d’Appello di Taranto ha a sua volta riqualificato il reato di peculato (prescritto dopo 12 anni dai fatti avvenuti) in truffa e ha dichiarato intervenuta la prescrizione già prima della fine del processo di primo grado.Il collegio dei giudici ha però confermato le statuizioni civili nei confronti di coloro che nel processo di primo grado furono riconosciuti promotori dell’associazione a delinquere.In sostanza ha riconosciuto l’esistenza di un’associazione (prescritta solo durante il processo d’appello) che attraverso gli “stipendi d’oro” ha danneggiato l’Ente civico stesso, ma ha dovuto ammettere che è trascorso troppo tempo per poter esprimersi nel merito della vicenda e quindi emettere un verdetto di condanna o di assoluzione.

Ora, però, un processo civile dovrà stabilire l’entità del risarcimento che solo i promotori di quell’associazione dovranno versare nelle casse del Comune che si è co stituito parte civile tramite l’avvocato Pasquale Annicchiarico.Il sostituto procuratore generale Lorenzo Lerario, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la conferma delle 34 condanne inflitte agli imputati l’8 marzo 2013. La decisione dei giudici di secondo grado, invece, è stata di parere opposto rispetto alla sentenza di primo grado.

Non si trattò quindi di peculato, ma di una maxitruffa avvenuta tra il 2000 ed il 2005 e quindi già prescritta nel 2013. Alla sbarra erano finiti 34 dipendenti comunali, difesi tra gli altri dagli avvocati Luca Balistreri, Francesco Nevoli, Egidio Albanese, Giovanni e Domenico Rana, Rocco Maggi, Christian Spinelli ed Enzo Vozza.

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