25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Moria delle cozze? Colpa del caldo

E' arrivata la conferma dal Cnr


“Andare oltre lo stato di crisi”. Lo chiedono i mitilicoltori, lo suggerisce la comunità scientifica, lo auspica la politica. Adottare modelli di previsione atti a prevenire le condizioni che hanno determinato negli anni recenti ingenti perdite al settore della mitilicoltura.

Il tema è stato affrontato nel corso di un incontro tra il sindaco Ippazio Stefàno, ed i rappresentanti delle organizzazioni di Agci Pesca, Claai, Confcommercio, Lega Pesca, Unci Pesca e Iamc os di Taranto. Le elevate temperature raggiunte – la scorsa estate- dall’aria e dal mare   hanno determinato il fenomeno della moria dei mitili, registratosi in Mar Piccolo. La conferma scientifica giunge dall’Istituto per l’Ambiente Costiero del Cnr, che interpellato dal sindaco di Taranto riguardo all’origine del fenomeno che questa estate ha messo in ginocchio la mitilicoltura tarantina, conferma che è stato proprio il caldo eccessivo, il killer delle cozze tarantine ed in particolare del seme che da sempre viene allevato nel secondo seno del Mar Piccolo. La relazione dell’Istituto non lascia dubbi di sorta; non vi è altra causa se non il caldo torrido. “Non ci sono misurazioni dell’ossigeno disciolto nelle acque di fondo, ma è plausibile che – scrive il dr. Nicola Cardellicchio – si siano create delle condizioni di scarsa ossigenazione delle acque con  innesco di degradazioni anaerobiche non idonee alla sopravvivenza dei  molluschi. Queste crisi si ripetono in Mar Piccolo periodicamente. Sarebbe opportuno l’adozione di sistemi di allarme e avere un piano per lo spostamento delle coltivazioni in altre aree”.

La relazione dell’Istituto è stata inviata alla Regione e al Ministero delle Politiche Agricole per la richiesta dello stato di calamità naturale.

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