Cronaca

Mafia in Provincia, l’ira del Presidente Tamburrano

Secca replica ai Cinquestelle, chiesto l'intervento del Prefetto


«Sono pronto a querelare chi ha parlato di infiltrazioni mafiose al Comune di Massafra e alla Provincia». E’ un Martino Tamburrano su tutte le furie quello che stamattina commenta la pesante richiesta del M5S che ha chiesto al prefetto di sciogliere il consiglio provinciale e i consigli comunali di Massafra (dove lo stesso Tamburrano è sindaco), Castellaneta, Monteiasi e Lizzano, tutti comuni toccati dalla denuncia dei grillini.

Ma è proprio al prefetto che Tamburrano si rivolge: «Mi aspetto – dichiara a Taranto Buonasera – che intervenga per chiarire la situazione e porre fine a questo scempio, incalza il presidente della Provincia.

A suo dire l’iniziativa dei Cinquestelle ha il sapore della demagogia: «Hanno bisogno di accreditarsi presso l’opinione pubblica, ma lo fanno a spese dei cittadini e di persone oneste che vengono infangate da queste parole in libertà. Capiamo che ci sono le elezioni e i Cinquetelle sono in cerca di pubblicità e di clanore, ma a tutto c’è un limite. Per questo, lo ribadisco, vorrei che fosse lo stesso prefetto ad intervenire per ripristinare un clima di correttezza e di legalità».

Tamburrano entra anche nel merito delle accuse che i pentastellati hanno utilizzato a supporto della richiesta di scioglimento del consiglio provinciale e di quei consigli comunali. «La mia amministrazione ha lavorato nell’interesse della città. Ogni problema è stato affrontato alla luce del sole e abbiamo coinvolto i cittadini con assemblee pubbliche. Altro che mafia e scioglimento dei consigli! Anzi, sono io che chiedo al prefetto di rimuovere per incompetenza dalle loro cariche istituzionali i firmatari di questa assurda richiesta. E se non c’è una legge che lo permette, mi prodigherò affinché la si faccia».

Tamburrano è un fiume in piena: «I Cinquestelle non sanno di cosa parlano. La ditta Avvenire non ha mai vinto appalti. Il servizio se lo sono aggiudicati attraverso il Tar e il Consiglio di Stato. Il Comune con questa società ha avuto un rapporto conflittuale. I miei dirigenti sono stati condannati a seguito di questa guera di carte bollate, altro che connivenze e infiltrazioni mafiose. La mia giunta ha incontrato i commissari nominati dal prefetto e avviato un percorso, ecco perché vorrei che fosse il prefetto a certificare queste cose dopo aver fatto le sue verifiche. E poi davvero non capisco cosa c’entri la Provincia in tutto questo. Ripeto: chi ha firmato quella richiesta non sa di cosa parla. Questa è stata solo una trovata per ottenere clamore mediatico».

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