Cronaca

Contratto di sviluppo, adesso si attende la delibera Cipe

Ecco gli ottocento milioni per Taranto


«Con il Contratto Istituzionale di Sviluppo confermiamo il percorso e la tempistica delle azioni pensate per Taranto». Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, ha esordito nel confermare gli 800 milioni previsti per imprimere un nuovo sviluppo per la città e il suo territorio.

De Vincenti, al cui fianco era il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ha chiarito che le risorse per l’area di Taranto sono messe in campo «fermo il quadro delle politiche industriali del Paese». Un modo per ribadire che il siderurgico è «patrimonio del Paese» e che «è interesse dell’Italia fare in  modo che l’Ilva abbia una prospettiva di ripresa e di sviluppo, a condizione che si proceda con il risanamento ambientale». Il sottosegretario ne ha fatto anche una questione di scelte produttive: «Ilva aveva optato per produzioni di massa, ora deve riposizionarsi su una gamma di prodotti di qualità».

«Siamo di fronte – ha detto ancora il sottosegretario – di fronte ad una sfida di portata europea e Taranto è al centro di questa sfida». Non è mancato il riferimento ad “Ambiente svenduto”: «Il processo faccia luce fino in fondo per chiarire ai tarantini e a tutti gli italiani cosa è accaduto in quegli anni».

Il sottosegretario alla Difesa ha invece sottolineato l’impegno per l’Arsenale che va dal «mantenimento della sua capacità produttiva alla sua valorizzazioni a fini cutlruali e turistici con il rilascio della banchina torpedinieri». «Si è celebrato ieri un ulteriore passo della liturgia che la legge 20/2015 ha previsto per il rilancio di Taranto. Un altro tavolo che nei fatti ha confermato cose già sapute. Al netto di come i famosi 800 milioni di euro vengono composti, si tratta in parte di somme già stanziate, ciò che conta ora è passare all›azione. Bene l›inclusione dei Comuni di Crispiano e Montemesola, ma l’impressione è che si continui a perdere tempo. E, soprattutto, mancano ancora risposte alle più rilevanti criticità del territorio. Se il Contratto Istituzionale per lo Sviluppo di Taranto prevede alcuni importanti assi quali il nuovo ospedale, l’arsenale e la città vecchia, nulla di concreto è emerso per la grave situazione in cui versa l’Ilva, per il nuovo terminalista al porto, per i trasporti. L’auspicio è che la parte destinata al confronto con il territorio si sia con ieri esaurita e che il prossimo step sia, in tempi brevi, l’apertura dei cantieri».

Così Renato Perrini, consigliere regionale di Conservatori e Riformisti. «La riunione del Tavolo istituzionale permanente per l’area di Taranto svoltasi ieri in Prefettura è stata decisamente costruttiva, un ottimo passo in avanti verso la definizione del Contratto istituzionale di sviluppo e della relativa delibera Cipe. Chiaramente, come è noto, si tratta solo della prima fase di un percorso più lungo e complesso, nel quale molto conterà la capacità delle Amministrazioni locali di dare concretamente seguito alle opportunità del CIS realizzando finalmente gli interventi programmati. Ci sono, ovviamente, tutti i presupposti perché il Tavolo continui e lavorare e bene. Fino ad ora si sono messe in sicurezza soprattutto le risorse che erano già disponibili e che già da sole rappresentano una positiva iniezione di liquidità per il territorio. Ma scopo principale e strategico del tavolo sarà trovare e acquisire le risorse aggiuntive necessarie».

A parlare Luigi Sportelli, presidente CdC. Approdo alla delibera Cipe entro la prima settimana di novembre e firma del Contratto istituzionale entro la fine dello stesso mese. È questo l’impegno assunto dal Tavolo. Il Contratto di sviluppo fa parte integrante del cosiddetto Masterplan per il Sud.??Il Contratto vale circa 800 milioni, di cui in particolare 390 milioni per il sistema portuale, 207 milioni per il completamento dell’ospedale, 91 milioni per le bonifiche, 89 milioni per l’edilizia abitativa e la riqualificazione del quartiere Tamburi e del centro storico, 30 milioni per altre infrastrutture.

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