Cronaca

Niente frecciarossa? Dateci almeno i treni rapidi

La proposta della Cisl per evitare che Taranto resti isolata


Il Frecciarossa toccherà anche Brindisi e Lecce. Bene ma Taranto non può restare a bocca asciutta.

La mobilitazione che ha spinto il Frecciarossa fino in Salento non è servita ad “avvicinare” il capoluogo ionico dal resto d’Italia. Le segreterie territoriali Cisl e Fit Cisl Reti considerano, infatti, positivo l’esito del recente incontro a Roma tra il presidente della Regione Puglia, il ministro dei Trasporti e l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ha deciso il proseguimento del treno Frecciarossa da Bari fino a Brindisi e Lecce «una dimostrazione esemplare di come la politica determini risultati cogenti ed esigibili quando si impegna e si fa carico dei bisogni espressi dalla collettività. E’ un fatto negativo rilevante, tuttavia, che il territorio ionico rimanga contestual-mente estro-messo anche da tale nuovo collegamento ferroviario e che, pertanto, risulti isolato ancora di più dal resto dell’Italia».

Dalla Cisl chiedono, dunque, alla Regione Puglia di «assumere immediato impegno insieme con Trenitalia affinché, in coincidenza con l’orario ferroviario che entrerà in vigore dal prossimo dicembre, siano istituiti collegamenti rapidi ed efficaci da Taranto a Bari e viceversa, così che anche ai pugliesi che abitano il grande ed esteso bacino ionico sia consentito di utilizzare efficacemente le Frecce dirette da Bari a Milano e/o a Roma. E’ fatto comprovato che la mobilità delle persone, oltre a quella delle merci, determini progresso e sviluppo dei territori che ne sono il transito o la destinazione e Taranto, così come l’intera area ionica, proprio per le potenzialità economiche, logistiche, culturali, turistiche e per le peculiarità geografiche possedute (sistema portuale e non solo) non possono essere ancora penalizzate, né più tagliate fuori dalle grandi reti di collegamento ferroviario con il Centro ed il Nord del Paese e con i grandi corridoi ferroviari europei».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche