24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Capitale italiana della cultura, Taranto sconfitta. Ora si spera nel 2017

La scelta è ricaduta su Mantova


Candidatura bocciata. La capitale italiana della cultura 2016 non è Taranto. Un risultato anticipato, qualche settimana fa, dalle colonne del nostro giornale, che riportava i risultati di un’importante ricerca condotta dall’associazione EST (Economia-Società-Territorio), di Venezia. Lo studio era stato condotto attraverso una serie di interviste che miravano ad individuare quale, tra le dieci città candidate, risultasse, nell’immaginario collettivo, la più adatta ad aggiudicarsi il titolo.

Tra le candidate, Taranto risultava essere in quart’ultima posizione, in una classifica che vedeva sul podio Mantova, Pisa e Parma. Il capoluogo jonico si era posizionato dopo Ercolano, Spoleto ed Aquileia. Secondo quella ricerca, avevano ottenuto risultati peggiori del nostro solo Pistoia, Como e Terni. Quella che pochi giorni fa era, per noi, semplicemente una previsione, seppure penalizzante, si è trasformata ieri in una mortificazione. Il verdetto, pronunciato ieri a Roma, dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, alla presenza dei dieci sindaci delle città candidate, ha gelato le speranze di nove di loro e illuminato il viso di Mattia Palazzi, primo cittadino di Mantova. La città lombarda, come da pronostico, si è aggiudicata l’ambito titolo, più un milione di euro (che restano esclusi dal patto di stabilità), la cifra che il Ministero dei Beni e delle Attività culturali aveva previsto nel bando, per la città vincitrice.

Tanti soldi e un fitto programma culturale da realizzare. Anche Taranto ne aveva presentato uno, un patrimonio di idee e progetti che non andrà certo perduto. Come ha sottolineato, ieri, lo stesso ministro Franceschini, Taranto resta in corsa per il 2017, le valutazioni della commissione esaminatrice dovrebbero arrivare il 25 gennaio prossimo. Le istituzioni locali contano sul progetto presentato. Particolare rilievo viene dato alla civiltà rupestre, e al periodo magno-greco del capoluogo jonico. Importanti anche tutte le iniziative avviate in sinergia con Matera, capitale europea della cultura 2019, per promuovere il nostro capitale culturale. Alla cerimonia di designazione, che si è tenuta ieri a Roma, presso il salone del Consiglio nazionale, era presente anche il Sindaco Ippazio Stefàno, che si è comunque dichiarato soddisfatto del lavoro fatto, con l’assessorato alla Cultura, per spingere Taranto tra le dieci “finaliste”.

“Taranto è già capitale della Cultura, a livello nazionale ed internazionale, con il suo patrimonio storico. L’unica lacuna è rappresentata dal confezionamento del prodotto, per il quale deve svolgere un ruolo di coordinamento un organo istituzionalmente superiore”. Sono le parole del direttore artistico dell’Istituzione Concertistica Orchestra Magna Grecia, Piero Romano. Paolo Ruta, presidente Amici della Musica esprime, invece, rammarico per il mancato risultato, e fa riferimento al compositore Giovanni Paisiello e alle attività dedicate al bicentenario della sua scomparsa che “sarebbe stato proficuo pubblicizzare”. Le speranze, dunque, sono rinviate al 2017. Anche se le premesse dalle quali si parte restano le stesse che ci hanno condotto a questa prima “bocciatura”.

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