02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Roberta Chyurlia sulle orme di papà

A 36 anni è la prima donna italiana a diventare arbitro internazionale


C’è un’altra stella che brilla nel panorama jonico sportivo.

La tarantinità che trionfa, dopo quella di Roberta Vinci nel tennis, risponde anche al nome di un’altra omonima che di cognome fa Chyurlia. Figlia di Antonio, noto arbitro internazionale che ha preso parte anche a due Giochi Olimpici, sempre nel judo, la neo direttore di gara, 36 anni all’anagrafe, è la prima donna in Italia ad assumere questa qualifica nella disciplina in questione.

La mamma, Erminia Zonno, è invece, da oltre dieci anni massimo dirigente federale regionale.

La neo arbitro è molto felice di questa nomina: “Sono molto felice di tutto questo, ma questo non è un successo personale, bensì il frutto di un grande lavoro silenzioso, svolto dalla mia famiglia oltre che dalla mia società sportiva che è la Nuova Linea Sport Taranto e dai suoi giovani atleti.

Ovviamente i miei genitori (papà Antonio è attualmente membro della commissione europea degli arbitri) mi hanno molto incitata ed incoraggiata in questo difficile percorso”.
La massima qualifica in questione è stata conseguita a Bangkok, in Thailandia, in occasione dei 16esimi Campionati Asiatici juniores di judo.

Permane, solito pomo della discordia, il problema dell’impiantistica per la società sportiva jonica, a causa dei lavori di bonifica e ristrutturazione che coinvolgono i plessi scolastici del quartiere Tamburi e malgrado la disponibilità della dirigente scolastica dell’XI Circolo Elisabetta Scalera, il sodalizio, non avendo una palestra a disposizione per diverse ore consecutive, deve rinunciare a causa delle difficoltà oggettive dovute al montaggio ed allo smontaggio dei tatami che sono i materassini in cui si pratica judo.
La stessa Roberta, molto schiettamente, ha aggiunto significativamente, altri particolari:

“Fare sport a Taranto è come sempre un groppo problema, in particolar modo per il judo. Spero che questo mio risultato possa essere di sprone a tutti quei giovani e quegli sportivi che, nonostante tutto, continuano a lottare per realizzare i propri sogni ed onorare i colori della propria città. Spero che questo mio risultato sia, quindi, un esempio per tutti di come bisogna sempre dare il meglio di sè in qualsiasi condizione”.

La sua, del resto, è da sempre una famiglia di sportivi amanti di quest’arte marziale. Papà Antonio, infatti, nella sua lunga carriera da direttore di gara, ha anche conquistato la Stella d’Oro del Coni nel 2008 per il merito sportivo, un riconoscimento quest’ultimo che, oltretutto, è anche privilegio di pochissimi. Oltre a vantare, altro particolare non da poco, la partecipazione alle Olimpiadi di Atene nel 2004 e Pechino nel 2008. Una disciplina, quella del judo, che, a Taranto, vanta numerosi iscritti ed ha anche una sua tradizione rinomata da sempre.

Mamma Erminia, da quattro mandati presidente pugliese dell’ente principale del settore, è anch’essa una donna che ha dato tanto per far si che i numerosi eventi (su tutti il Città di Taranto che si svolge in genere nel mese di gennaio) avessero sempre molti partecipanti oltre, ovviamente, anche a grande seguito di pubblico. La stessa Roberta, che è tra gli arbitri più giovani con la qualifica mondiale, vanta un signor curriculum con diverse medaglie nei campionati nazionali di classe e podi in numerose competizioni internazionali. Una bella vittoria, anche questa, per una città che, spesso e volentieri, ha brillato ed in che maniera nello sport.

Permane, come sempre, il solito problema dell’impiantistica, rogna sicuramente non di poco conto. Sarebbe ora, che, quindi, le Istituzioni (che hanno stanziato dei fondi per il rifacimento del Camposcuola della Salinella) facciano la loro parte per far si che, anche una disciplina di livello come il judo abbia una sua consacrazione a livello di strutture, fattore essenziale per progettare.

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