Cronaca

Fa il saluto romano e finisce nei guai

Procedimento disciplinare per un autista del Comune. La difesa: «Uno scherzo»


Diventa un caso politico il saluto romano che alcuni giorni fa un autista del Comune ha rivolto al Sindaco, all’arrivo del primo cittadino a Palazzo di Città.

Un gesto che ha mandato su tutte le furie il sindaco Ippazio Stefàno che ha sporto denuncia verso il dipendente comunale, finito peraltro sotto procedimento disciplinare.
Il malcapitato protagonista della vicenda è Gualtiero De Bono, ex calciatore del Taranto negli anni ‘70 ed oggi autista del Comune in servizio presso la Direzione Lavori Pubblici.

L’addebito che viene contestato a De Bono è di aver accolto il sindaco con il braccio sinistro teso, nell’inequivocabile saluto romano, accompagnando il gesto con le parole “A noi, compagno”. Nei giorni scorsi il dipendente comunale si è ritrovato davanti al dirigente dei Lavori Pubblici, Erminia Irianni, per il procedimento disciplinare che lo riguarda. Assistito dall’avvocato Aldo Condemi, De Bono ha sostenuto che il suo era soltanto un gesto goliardico, come altre volte gli era capitato di fare sempre con il sindaco.
Secondo quanto si legge nella memoria difensiva redatta dall’avvocato Condemi, l’autista «in numerose altre occasioni ha rivolto al sindaco il “saluto fascista”. In risposta il sindaco ha  sempre scherzato e ironizzato, accettando di buon grado la satira proposta, divertito, soprattutto, per il fatto che detto saluto veniva preceduto dallo  slogan “compagno, a  noi“». Comportamenti goliardici quindi, che si sarebbero sempre verificati in presenza di testimoni. Il saluto romano quindi – questa è la tesi difensiva – «è stato sempre rivolto per mera abitudine, senza alcuna intenzione di sottendere un recondito significato, col solo intento di voler creare la necessaria armonia nell’ambiente di lavoro».

Ma l’incidente tra Stefàno e De Bono non si sarebbe chiuso con il saluto romano, perchè – stando a quanto si legge nella memoria difensiva –  il sindaco avrebbe anche ordinato ad un vigile di multare per divieto di sosta un’auto parcheggiata in Piazza Castello, «convinto di ulteriormente colpire il De Bono», salvo poi scoprire che l’auto multata era di un altro dipendente comunale. Fin qui il procedimento disciplinare, la cui definizione è attesa per i prossimi giorni.

Da questa vicenda è nato però un caso politico, perché lo stesso avvocato Condemi coglie l’occasione per accusare il sindaco di essere inerte rispetto alle grandi questioni lavorative della città (Ilva, Porto, Marcegaglia, Isolaverde) e di accanirsi invece contro i dipendenti comunali. A parere dell’avvocato Condemi, Stefàno avrebbe vinto le elezioni solo grazie alla dichiarazione di dissesto: «La solita tecnica di vincere demolendo gli altri. Sul dissesto, presto sarà dimostrata la verità».

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