14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 23:07:08

Cronaca

Taranto può perdere Zeus

Ugento rivuole il “suo” capolavoro dell’arte arcaica, oggi nascosto al MarTa


La molle Tarentum rischia, ancora una volta, di farsi beffare dai più attivi ‘cugini’ salentini. E quel capolavoro dell’arte arcaica, datato 530 avanti Cristo, che è lo Zeus di Ugento potrebbe lasciare il capoluogo ionico per tornare dalle parti di Lecce.

Certo, Taranto non fa nulla per valorizzare un autentico gioiello, dando quindi spazio a rivendicazioni campanilistiche che trovano sponda anche a livello nazionale (vedi la polemica del quotidiano Il Foglio).

La statua, realizzata grazie a una fusione a cera persa, è fra le rare opere in bronzo giunte fino a noi con i suoi 74 centimetri di altezza. Venne rinvenuta, casualmente, nella notte di Natale del 1961 a Ugento e, dopo il restauro, portata a Taranto nel 1969, in nome del prestigio del Museo nazionale del capoluogo ionico.

Peccato che, dopo una trasferta nel 2002 proprio ad Ugento, per una mostra curata dall’archeologo Francesco D’Andria, ed una del 2008 a Mantova, lo splendido Zeus sia rinchiuso nel magazzino del Museo oggi chiamato MarTa, che come è noto è ‘dimezzato’ da anni. E ad Ugento, dove si sta realizzando un polo museale che ha l’ambizione di fare ombra al nostro, si punta sul ritorno a casa dello Zeus come colpo vincente in un derby culturale che Taranto può perdere – senza neppure sapere, forse, di essere in gara.

Il caso sarà sulla scrivania di  Eva Degl’Innocenti, vincitrice da poche settimane del maxi concorso ministeriale indetto da Dario Franceschini e che dal primo dicembre prenderà ufficialmente la guida, come direttore, del museo tarantino.

«Ugento non è solo mare, ma ha una grandiosa storia messapica alle spalle. Per questo, mi appello a tutti i rappresentanti politici del territorio perché chiedano a gran voce che la statuetta di Zeus, capolavoro dell’arte antica datato al 530 avanti Cristo, possa tornare nei luoghi del suo ritrovamento e restituita ai cittadini di Ugento» ha dichiarato Paolo Pagliaro, responsabile regionale del Dipartimento Cultura e Turismo di Forza Italia.

“L’opera – aggiunge – oggi è depositata al museo di Taranto, dimenticata e non valorizzata. Per il Salento, ed in particolare per Ugento, invece, si tratta di un’occasione straordinaria sul fronte dell’offerta turistica”.

Lo sarebbe anche per Taranto. Se fosse capace di rendersene conto.

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