Cronaca

Sanità, legge elettorale, Ilva: Emiliano si racconta

L’ultima giornata di “Panorama d’Italia” a Bari è iniziata con un’intervista al presidente della Regione ed è proseguita con un incontro con Lino Banfi. Finale con Vittorio Sgarbi


BARI – «Il disegno di legge sta andando avanti, c’è già una prima bozza, ancora riservata, e sarà una prima assoluta in Italia, nessuno l’ha ancora fatto»: Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, risponde a tutto campo alle domande del direttore di Panorama, Giorgio Mulè, affiancato dal collega della Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Cossi, in un’intervista pubblica nel Palazzo della Provincia, momento clou della quarta e ultima giornata della kermesse barese di Panorama d’Italia.

«La legge dovrebbe costare 70 milioni di euro e riguardare 20mila famiglie», ha aggiunto a proposito del reddito di cittadinanza, chiarendo poi: «È uno strumento per il rientro nel mondo del lavoro, i beneficiari dovranno stare a disposizione della comunità anche per fornire servizi d’interesse pubblico nel contesto in cui si vive. È un sistema che esiste in tutti i paesi d’Europa, non capisco perché non debba esistere in Italia».

Molti temi locali e anche molta politica nazionale. Per Emiliano, ad esempio, «così com’è l’Italicum è molto rischioso per il Pd», dice: «O il partito arriva alle prossime elezioni con una grandissima forza e prende il 40% da solo, ma sarà difficile; o si allea con la destra, ma la vedo complicata; oppure si va al ballottaggio e allora l’elettorato che non è di centrosinistra italiano, contrario all’ipotesi che il centro-sinistra ritorni al governo, giocherà a sfasciare, punterà sul Movimento Cinque Stelle in base a un calcolo elementare: far perdere la sinistra, constatare che i Cinquestelle non sanno governare e riaprire uno spiraglio all’alternativa moderata. Per questo dico che ci vuole il premio di maggioranza alla coalizione e bisogna che il Pd sia un partito coalizionale. Non sono fuori linea rispetto a Renzi perchè anche lui ha detto che non esclude modifiche al meccanismo elettorale».

Il confronto a distanza col premier è tornato più volte nell’intervista di Emiliano. Anche a proposito della sfida sulla sanità pubblica: «Il nostro obiettivo è far diventare la Puglia la migliore regione d’Italia, secondo i parametri del Sant’Anna di Pisa. La Puglia è l’unica regione del Centro-Sud non commissariata sulla sanità, ho ricevuto da Vendola l’eredità che mi consente di fare questo sogno. Peraltro, la sanità è una delle materie in cui la politica elettorale deve stare lontanissima, e deve entrare invece quella con la P maiuscola», ha detto. «Se sarà necessario, siamo disposti anche a chiudere 25 ospedali, se serve per aggiustare le cose, io per questo faccio il presidente, poi se non mi rieleggono non fa niente. Fitto, Vendola, Renzi, sono politici puri, sono persone che se un l’incarico finisce all’indomani non sanno che fare, io ho lavorato fini ai 45 anni, metà letteratura e film si fondano sul lavoro bellissimo che facevo, quindi se torno a lavorare non è un problema».

Emiliano ha poi parlato del gasdotto Tap: «Sulla Tap non ci sono ideologie e non c’è marketing elettorale, non devo accontentare né la piazza né alcun gruppo di potere. Si può far meglio di quanto si pensava. Se tutta Puglia si chiede perché il gasdotto Tap deve approdare su una delle più belle spiagge dell’Adriatico qualche ragione ci sarà… se spostiamo l’approdo 100 chilometri più a nord e ci impegniamo ad azzerare i tempi di questo spostamenti, se con quel gas alimentiamo la centrale Enel Cerano e in parte la stessa Ilva a gas, eliminando il carbone inquinante, ecco: è una di quelle cose che rappresentano un’idea di sviluppo che mi piace».

Quanto all’alta velocità Napoli-Bari, per Emiliano «il progetto presentato da Michele Elia è fatto con grande intelligenza. È modulare, e anziché mirare a un’opera faraonica è progettato a moduli. Immediatamente alcuni moduli inizieranno a far guadagnare molti minuti. La fine di quest’opera è prevista per il 2025-2026».

Si è parlato anche di Ilva. Emiliano ha attutito la polemica con Piero Gnudi e i commissari: «Hanno un compito sovrumano, quello che io chiedo è raccontare al governo le cose come stanno. Se è vero che l’Ilva perde 40-50 milioni al mese e se è vero che questa gestione sta determinando un default, bisogna che la gente lo sappia, anche perché lo Stato ha appena investito lì 1,2 miliardi di soldi pubblici e dobbiamo essere sicuri che quei soldi consentano di azzerare pericolosità di fabbrica».

La mattinata dell’ultimo giorno di “Panorama d’Italia” a Bari si è conclusa con una conversazione a ruota libera di Lino Banfi con la direttrice di Ciak Piera De Tassis e con Giorgio Mulè. Il popolarissimo attore comico, tra molte gag e applausi spontanei nella sala del Multicinema Galleria, ha voluto lanciare la sua ultima iniziativa, un marchio di qualità che si chiama “Bontà Banfi” che darà a «una decina di prodotti veri, scriverne la provenienza, metterci la mia faccia, per convincere con il marchio Bontà Banfi la gente a mangiare bene. L’anno prossimo quest’evento per gli ottant’anni che farò al Petruzzelli di Bari». I proventi andranno in buona parte all’Unicef e alla onlus fondata da Banfi, “Il cuore lo vuole”. Insomma, tra la nuova serie di “Un medico in famiglia”, con Nonno Libero, un parte da guest-star in Quo Vado, il nuovo film di Checco Zalone, un libro con Mondadori dal titolo: “Ottanta…voglia di amarmi”: si profila per l’amatissimo comico di Andria un anno fertilissimo.
 

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