12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Alcool, finalmente i controlli

La soddisfazione dell’Ascom dopo l’operazione contro i distributori automatici


L’alcool è la prima causa di morte sino ai 29 anni. I dati del Ministero della Sanità confermano numeri drammatici inerenti il consumo di alcool tra i giovani e soprattutto tra i minori. Parte da questa considerazione l’intervento della Confcommercio di Taranto che esprime soddisfazione per i controlli effettuati da Carabinieri ed Asl riguardanti i distributori automatici di alcool.

«Quei distributori – dicono dall’Ascom – purtroppo favoriscono tale fenomeno. La riprova di quanto diciamo da tempo viene dai controlli effettuati nei giorni scorsi dalla Asl di Taranto in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità. Operazione che ha fatto scattare i sigilli per cinque distributori automatici della città. I negozi automatici, aperti H24, effettuavano la vendita di bevande alcooliche in modo irregolare, cioè prive del sistema di riscontro dei dati anagrafici e là dove presente non attivo. Insomma, un modo per aggirare il decreto  cosiddetto Balduzzi (D.L. n. 158/2012 conv. in L. n. 189/2012). L’articolo 7 comma 3 bis, ha introdotto il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, mentre, con il successivo comma 3 ter, ha inserito un nuovo comma all’articolo 689 del codice penale, che già disciplina il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni e agli infermi di mente, introducendo così il divieto di somministrare alcolici attraverso i distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti o che non siano presenziati da personale incaricato di effettuare il controllo dei dati anagrafici.

Finalmente si fa luce su attività che – commenta il presidente Fipe/Confcommercio “Bar”, Francesca Intermite – hanno sinora operato sul territorio in modo presso che indisturbato,  non essendo soggette ai controlli ai quali vengono normalmente sottoposti i pubblici esercizi. Come categoria Bar avevamo da tempo espresso la nostra preoccupazione e segnalato il fenomeno ritenendo che tali tipologie di attività rappresentino un pericolo soprattutto per i giovanissimi, essendo molto facile l’approvvigionamento di bevande alcoliche. I fatti ci hanno dato ragione».

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